UNA STORIA ITALIANA DI DIRITTI NEGATI

Alla cortese attenzione della Redazione.
Cassina de Pecchi, 20 Novembre 2000
Gentili Signori,
Mi rendo conto che quanto sto per scrivervi potrà avere poco o nessun interesse per il Vostro giornale, tuttavia vi mando questa mia esperienza umana nella speranza che diffondendola tra i lettori si possa sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione che ho descritto.
Vi ringrazio per la cortesia che porrete nel leggere e vi autorizzo fin da ora a dare la massima diffusione al mio racconto, vi autorizzo a norma della legge sulla privacy a rendere noto il mio nome e tutto il contenuto, grazie di cuore.

UNA STORIA ITALIANA DI DIRITTI NEGATI.
Permettete innanzitutto che mi presenti. Il mio nome è Marino. Ho 46 anni, sono cittadino italiano, sono nato in provincia di Como, sono laureato in Scienze Biologiche, lavoro in una piccola azienda chimica sita in provincia di Lodi, come direttore tecnico.
Sono sposato con una cittadina extracomunitaria di cittadinanza russa. Il mio matrimonio avvenuto dopo una lunga e fantastica storia d'amore, degna di un romanzo, molto più vera e credibile di qualunque storia inventata, ma non è di questo che desidero parlare.
Desidero denunciare pubblicamente a tutta la nostra nazione la vergognosa e inumana situazione in cui mi trovo ed in cui si trovano tutti i cittadini italiani che hanno sposato cittadini stranieri, in particolar modo extracomunitari.
Premetto che esiste una legge (la n. 40 del 1998) che regola con grande chiarezza la normativa.
Questa legge completamente disattesa e non viene applicata dagli organismi preposti, con danno incalcolabili in termini economici, sociali ed umani per le persone che avrebbero diritto.
Come previsto dalla legge citata (articolo 7, paragrafo 2) il cittadino straniero ha diritto ad un documento, chiamato CARTA DI SOGGIORNO che gli permette di soggiornare liberamente sul territorio nazionale, di essere iscritto alle ASL, ai Comuni, nelle liste di collocamento e quant'altro, con completa equiparazione al cittadino italiano, qualora sia il CONIUGE di un cittadino italiano.
Questo documento deve essere rilasciato dalla Questura del luogo di residenza.
La Questura di Milano si RIFIUTA di rilasciare questo documento, nonostante io abbia presentato tutta la documentazione prevista dal regolamento di attuazione della legge e sia in grado di dimostrare in tutti i modi possibili che il mio matrimonio reale e non di comodo
Ho bussato a tutte le porte, chiesto a tutti, ma ho sempre ricevuto un diniego completo.
Il Dirigente in capo dell' Ufficio Stranieri di Milano, tale dr. Ostuni, prima mi ha convocato per accertamenti, dietro mia esplicita richiesta, poi non mi ha ricevuto e mi ha fatto comunicare da un suo non meglio precisato funzionario che, nonostante sia chiaro ed evidente che il mio matrimonio non è fasullo, per precisa disposizione della Questura di Milano NON MI VIENE RILASCIATO il documento che mi aspetta, ma solo un permesso di soggiorno provvisorio, in attesa di non si sa bene quale prova che il mio matrimonio sia vero
Ciliegina sulla torta: io e mia moglie stiamo aspettando un bambino. Si puó ben immaginare cosa questo significhi per quanto riguarda il problema sanitario. L'ASL alla quale sono iscritto si RIFIUTA di iscrivere mia moglie fino a che non vede la CARTA DI SOGGIORNO, tutte le spese mediche sono a mio carico e non sono in grado di sostenerle.
Cosa posso fare? Semplice: fare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla concessione del permesso di soggiorno. Problema: per legge occorre che sia un avvocato a fare ricorso, il patrocinio legale è obbligatorio. Ma solo per fare ricorso (non dico per arrivare al giudizio e ottenere una sentenza, qualunque essa sia) occorre spendere 5 milioni che io non possiedo.
Cosa devo fare? Indebitarmi, rubare, mendicare o che altro per vedere riconosciuti i nostri diritti sanciti da una legge dello Stato Italiano?
Questo accade perchè io non sono ricco, facoltoso, ammanicato con qualche politico o qualche potentato di varia astrazione, ma sono solo un normale cittadino italiano che lavora, paga le tasse fino all'ultima lira, fa le code agli sportelli e credeva che la Stato italiano fosse una Stato di diritto.
Oggi so che lo Stato italiano èla patria dei soprusi e delle prevaricazioni, che nega i diritti fondamentali della persona umana, le cui strutture interne sono solo covi di persone capaci di opprimere la libertà delle persone, indipendentemente dalla matrice politica che guida la nostra Patria.
Mi domando quanti altri italiani hanno dovuto sopportare tutto questo, quante altre persone si sno trovate nella mia medesima situazione. Desidero e chiedo aiuto a chi legge la presente, desidero che la mia voce sia ascoltata che tutti gli italiani vengano a sapere le realtà in cui si trovano migliaia di persone come me e che possano poi giudicare in coscienza e serenità su questo immondo stato di cose.
Mio figlio nascerà presto, se Dio vuole, avrà una madre meravigliosa, un padre felice, ma una famiglia precaria perchè viene di fatto negato a mia moglie il diritto di vivere con la sua famiglia, non per una ragione precisa ed inequivocabile, ma solo per la mancata applicazione di una legge dello Stato da parte di un funzionario dello stato italiano che impedisce a me e a mia moglie di poter vivere tranquilli nella nostra casa.
Concludo dicendo questo : io sono in grado di provare, ripeto : PROVARE, con tutti documenti possibili e richiesti dalle legge, quello che affermo. Non ho nulla da temere da parte di nessuno: non ho scheletri nell'armadio o cose da nascondere. La mia vita è uno specchio nel quale posso riflettermi.
Non posso tollerare nè come uomo, nè come futuro padre, nè come cittadino italiano che un ottuso e repressivo funzionario di un ufficio statale si permetta di rovinare la mia vita, quella di mia moglie e quella del figlio che deve nascere non per una ragione dimostrabile, ma solo per una ottusa e violenta volontà personale nel non applicare una legge dello stato.
Vorrei che la mia voce giungesse a tutta l'Italia e che tutti sapessero, se questo sarà possibile da parte vostra con i mezzi di cui disponete ve ne saró grato, più ancora lo sarà il bimbo che sta crescendo nel ventre di mia moglie e ve ne saranno grate anche le altre migliaia di persone che vivono nella mia situazione .
Spero in un vostro interessamento e in un vostro aiuto.
Con molti ringraziamenti per la pazienza fin qui dimostrata nel leggermi.
Ricevete i miei migliori saluti.
Marino Pizzotti
Nota: l'indirizzo è a disposizione di chi ce lo richieda
doctorm2@hotmail.com


pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.

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