scrive AliceDi norma è sempre bene chiedersi il perché delle cose. A maggior ragione una persona si pone tale domanda nel momento in cui si trova ad affrontare un viaggio così lungo, atipico e inconsueto e difficile da organizzare. Per ciò che riguarda i motivi strettamente legati ai servizi offerti dall'Agenzia, il motivo è semplice: ai nostri meeting invitiamo tutte le ragazze iscritte, ed in gran parte partecipano. Considerando tutti i meeting in programma si prevede un'affluenza di duemila ragazze. Va da sé ritenere che con un numero così alto di persone che si possono incontrare la probabilità di trovare la persona adatta, la propria metà, è altissima. Senza lasciar da parte un altro fattore: spesso una persona che si iscrive in Agenzia pone dei parametri sulla persona da incontrare. Non per desiderio, a volte, ma per semplificare il tutto e attuare una ricerca più definita e precisa. Se da una parte questo aspetto ha in sé diversi lati positivi, bisogna riconoscere anche l'altra faccia della medaglia, ovvero che per via di un cm in meno o in più indicato per quanto riguarda l'altezza (tanto per fare un esempio banale) non si incontra magari la ragazza che, incrociata al meeting, fa scattare un interesse particolare. Un buon uso delle probabilità, quindi. Ciò che riguarda i motivi non legati all'Agenzia sono innumerevoli. Innanzitutto i paesi che si visitano. È un viaggio organizzato sulla base dell'esperienza, su km già percorsi, su panorami già visti e sulla passione, per queste immense lande che si dispiegano per lunghezze che difficilmente si potrebbero immaginare. Organizzato, sì, ma non secondo quanto normalmente ci si aspetta: come in qualsiasi cosa che consideri la natura umana c'è sempre una dose di imprevedibilità che anima queste, e ora mi sento proprio di dirlo, avventure. Basta poco a comprendere di cosa io stia parlando: nel buffer a sinistra vi son i racconti degli ultimi viaggi, dal 1999 ad oggi. Quindi nessun riferimento ad animali di incerta natura, a foreste da attraversare a piedi, a paludi da guadare e quant'altro che di solito la parola "avventura" lascia germogliare nella fantasia di ognuno. Semplicemente l'imprevisto, l'inaspettato, un piccolo foglio che, perso ad una frontiera, ti fa credere che probabilmente per il resto della tua vita vivrai in una striscia di territorio considerata terra di nessuno. Scherzo? Forse. O forse no. Ogni anno, quando la mia mente prende in considerazione l'idea di seguire mia madre in questi viaggi che, per noi che non li consideriamo vacanza ma lavoro (perché di fatto di lavoro si tratta), son davvero stancanti.. beh, sorrido. Sorrido perché se da una parte rabbrividisco al pensiero di ciò che non ci si aspetta ma che potrebbe accadere, quindi proprio di quell'imprevedibilità di cui ho appena parlato.. dall'altra mi rendo conto che la possibilità di viaggio e conoscenza che mi vien data ha pochi eguali. È un arricchimento sia da un punto di vista umano, sia da un punto di vista culturale: un paese che si trasforma. Ecco, quello che i miei occhi osservano con stupore: i cambiamenti. Posti come Samara, Saratov, Tcheljabinsk.. ed innumerevoli altre città che abbiamo attraversato. La Russia cambia e si trasforma velocemente. Ciò che è oggi non sarà più domani. Così come è accaduto in tutti gli altri Stati che facevano parte di quell'est Europa tanto sconosciuto agli occidentali nelle sue tradizioni fino a quel fatidico giorno del 1989 in cui il muro di Berlino cadde. Osservare i cambiamenti. Almeno marginalmente, almeno un pò. Per capire, personalmente. Forse è solo mio questo gusto per la partecipazione. Così come il gusto per i paesini. Ovvero ciò che io considero la vera Russia. Viaggiare per km e km senza poter vedere assolutamente nulla e poi.. "Oh, una casa.. no no: sono due! Ma che ci fanno queste due case, qui, in mezzo al nulla?" "Sono un paese". E allora è stupore, che si traduce in una frenata e in qualche viso curioso che si volta a guardarci, mentre scendiamo dalla macchina a cercare di capire, solo "capire" o almeno immaginare come delle persone possano vivere in un luogo come questo. Di "cosa" possano vivere. Solo dopo un paio di secondi, fulmineamente, ti accorgi però di una cosa molto strana. Una cosa che non capita spesso. Allora aggrotti le sopracciglia, rimani immerso per un attimo nella tua basitudine e poi capisci che.. sorridono. Immerse nel nulla, in mezzo ad una pianura che ha dello strabiliante e dello splendido insieme, queste persone ti guardano e ti sorridono. Così ti accorgi che, sì, davvero.. c'è qualcosa che ti sei dimenticato. Questa è la Russia. Indubbiamente una realtà simile la si potrà ritrovare anche altrove. Questo non lo so. Io è lì che l'ho trovata.
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| Alice | ||