lunedì 23 agosto

La partenza alle 8, non abbiamo molta strada da fare, meno di duecento kilometri per San Pietroburgo. Ci arriviamo infatti prima di mezzogiorno, conosciamo già l'albergo, c'eravamo andati nel '95. Quanta differenza da allora...

La città (la stessa cosa mi dicono di Mosca) sembra un'altra, quattro anni fa, mi ricordo, non trovavamo un ristorante, a parte quelli carissimi o quelli orrendi. Ora, sul Nevskij prospekt, è un susseguirsi di locali, ce n'è per tutti i gusti: noi scegliamo una rosticceria, ma poi salutiamo tutti

-Oggi abbiamo delle commissioni da sbrigare, ragazzi, ci si rivede stasera o domani ...-

Dobbiamo trovare Tatjana, una nostra cliente, che si è sposata a Torino e alla quale Laura, approfittando del fatto che lei tornava per due settimane a San Pietroburgo, ha dato dei fogli da portarci. Le telefoniamo a casa, ma non risponde nessuno. Chiamiamo suo marito a Torino che ci dice che non sa, forse la troveremo più tardi: -in questi giorni -dice- è triste, la sento depressa, per telefono. tiratemela su di morale-

Allora andiamo alla motonave Aurora, prima tappa d'obbligo per chi arriva a San Pietroburgo. C'è un bel sole, ma fa freschino.

motonave
Aurora - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita motonave
Aurora - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

col
marinaio della motonave
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Sulla banchina facciamo amicizia con un pittore, caricaturista, che chiama Michal "ceco capitalista", simpatico, allegro, fa la caricatura ad Alena (non mi piace però) ci racconta un sacco di cose, vuole fare la caricatura anche a me:
-no, domani, torniamo con i nostri amici...

il
pittore caricaturista - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Telefoniamo di nuovo a Tatjana, non risponde, decidiamo di andare a casa sua: nel frattempo, mentre troviamo la strada, lei rientrerà. Ci mettiamo un'ora a trovare la strada, e un'ora a trovare la casa. Suoniamo, nessuno, telefoniamo, nessuno, io sono un po' preoccupata, è quasi sera, richiamo il marito: anche lui è preoccupato. Saliamo (a piedi Michal ed Alena: non si fidavano dell'ascensore, in ascensore io, anche se non mi fidavo, tra sfrigolii, sussulti e quant'altro, ma a piedi, mai) fino all'ottavo piano, suoniamo ai vicini, bussiamo, niente.

Ci mettiamo due ore, questa volta, a tornare, le strade sono tutte uguali, in periferia.

Torniamo in albergo, ritelefono al marito, adesso è preoccupatissimo, richiamiamo lei: c'è. Così ci rifacciamo tutta la strada, ormai la conosciamo e rientriamo a tarda notte. Alena è furibonda, anche perché abbiamo di nuovo soltanto una camera a due letti, ma questa volta chi non è registrato è lei, ha paura che qualcuno le dica qualcosa....

Michal anche è furibondo, siamo finalmente in un albergo dove c'è l'acqua calda, tutto nuovo, il bagno bello, piastrellato da poco e l'acqua nella vasca è marrone!!!!!

la
vasca da bagno ,,,prima del bagno! - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

martedì 24 agosto

Nella hall la mattina ci troviamo tutti, è tornato, in aereo, anche Leandro:

Giuseppe
ci dice
non verrà, al mare è caduto sugli scogli e gli hanno dato dei punti nel piede...-
Accompagnamo, a turno, tutti, nell'ufficio di registazione, perché Michal si è accorto che ci hanno fatto pagare la registrazione che non dovevamo pagare, visto che l'avevamo già pagata a Mosca. L'impiegata si profonda in scuse:
-non me n'ero accorta, scusate-
ma chi sa il russo lo vedeva immediatamente che non si doveva pagare-
fa notare Michal,
-sì, ma l'altra impiegata, quella che c'era ieri, è nuova...-
risponde boffonchiando l'impiegata, rendendo i soldi

Noi abbiamo posteggiato dall'altra parte della piazza, il posteggio costa 30 rubli in meno al giorno, ma qualcuno ci ha fatto pipì sulla fiancata destra, sulle due porte, ce ne accorgiamo, purtroppo dopo essere entrati e scesi parecchie volte...

Vogliamo andare all'Hermitage, ma prima ritorniamo alla motonave Aurora, tappa d'obbligo anche per chi ha ideali capitalisti, come Brave-heart .....

Ci accoglie la banda con il nostro inno di Mameli, il caricaturista appena ci ha visto arrivare ha chiesto che lo suonassero. Ridiamo, convinco Giorgio a farsi fare la caricatura, convinco anche Brave-heart che però poi si offende, non gli piace scherzare sui suoi difetti, sempre che di difetti si tratti, (Brave-heart è un perfezionista, non è tipo da caricature, a lui bisognerebbe fare un ritratto), la straccia. Andiamo a visitare la motonave, c'è un museo sotto, interessante, gratuito, facciamo foto sul ponte, sul pontile, ci sono i banchetti di souvenir...

Giorgio sulla motonave
Aurora - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Quando arriviamo all'Hermitage siamo solo in 5, Leandro e Francesco avevano deciso già dal mattino presto di non seguirci, sono stufi di musei, di arte, visite guidate, preferiscono la gente, i bar, le ragazze. Cesare e Giorgio ci lasciano dopo il pranzo, hanno appuntamento entrambi con delle ragazze nel pomeriggio.

Brave-heart anche ci avrebbe lasciato, ma

-Guardi che all'Hermitage non capita tutti i giorni di andare, Lei vuol tornare dicendo di essere stato a San Pietroburgo e di non essere venuto all'Hermitage?-
Si convince, ci segue. Giriamo per ore in un susseguirsi ininterrotto di sale, corridoi, saloni, scale. Non capisco più niente, sono esausta, anche gli altri, solo Michal sembra avere ancora le forze, vuole vedere "tutto". Non ci perdiamo nemmeno le monete, la numismatica, usciamo dopo ore, innervositi, noi, soprattutto io, perché non ne possiamo più, Michal perché voleva stare ancora, dice che non abbiamo visto neanche la metà di quello che si poteva visitare...

Finiamo la giornata andando a cena in tre posti diversi, tutti sul Nevskij prospekt.

Alena è ancora arrabbiata per via della stanza.

mercoledì 25 agosto

Oggi è giorno di meeting, Michal ha bisogno di fotocopie, io voglio vedere il salone, passaimo tutta la mattina a girare per la città, cercando una foto-copisteria, cercando un cambio che cambi le lire, ma buono. Siamo anche andati a vedere il salone del meeting. Alena è ancora arrabbiata, non viene con noi, quando, caricata la macchina, partiamo per andare a fare il meeting. Ci raggiunge più tardi, in metropolita, vuole ancora andare a visitare un po' la città.

il sesto meeting: S. Peterburg ...

La sera non siamo neanche tanto stanchi, andiamo a mangiare in un fast-food russo, voleva assomigliare a MacDonald's, ma c'erano solo due cameriere, non riuscivano da sole a servire, a cucinare, a fare la cassa, a tenere pulito,...

giovedì 26 agosto

Lasciamo l'albergo verso le 10, siamo tutti d'accordo, partiamo oggi, Leandro ha già il visto scaduto, a noi scade stanotte. In fila indiana passiamo per Nevskij prospekt, dobbiamo girare a sinistra.

Nevskij prospekt è la via centrale di San Pietroburgo, è larga, spaziosa, tre corsie per senso di marcia, dove avevo deciso di girare non era permesso... un poliziotto se ne accorge, mi si avvicina e mi dice (in russo) di accostare lì a destra. Io ho capito, ma non ho capito cosa ha detto, vado? Vado! E piano, piano proseguo, gli altri dietro. Fatti duecento metri decidiamo di girare a destra per poi finalmente prendere la direzione a sinistra, ma la via dopo poco, ci accorgiamo che è chiusa, o no? Stanno arrivando delle macchine, dietro di noi, una è un tassì, se un tassì viene da questa parte vuol dire che non è una via chiusa, ci sarà uno sbocco.... No, il tassì si ferma e scende un poliziotto inferocito, cioè quel poliziotto... I "ragazzi" fanno una leggera marcia indietro e accostano, fermi a guardare... Io con la faccia più angelica che riesco a fare, lo guardo, mettendoci tutto lo stupore che posso. Lui mi chiede subito se parlo russo, se c'è qualcuno che parla russo.., lui parla solo russo.

-No, ale, ja malo panimaju. (no, ma io un po' capisco)-
Lui: adesso mi dia la patente, il libretto e se li andrà a riprendere in ambasciata..-
Ma perché? Io ho visto che non si poteva girare a sinistra, e sono andata diritto ... -
-Io avevo detto di fermarsi e di accostare!!-
-Se lei avesse detto "stop" oppure "alt" io avrei capito, lei non ha detto né "stop", né "alt", non avevo capito, quindi sono andata diritto e poi ho girato a destra e volevo tornare nell'incrocio dove c'era lei, se io avessi voluto scappare non sarei voluta poi ritornare ... giusto?
Ma per dire queste poche parole mi ci sono voluti cinque minuti almeno, e non solo a dirle, ma a disegnarle anche, in un russo misto al ceko: Michal non poteva aiutarmi, e io mi confondevo le poche parole che sapevo. Il poliziotto poco a poco si calma e ... non ci fa nemmeno la multa. Questa volta l'ho proprio scampata bella...

Proseguiamo spediti per l'Estonia, abbiamo qualche difficoltà ad uscire dalla città, ma finalmente siamo fuori.. non mi sembra vero, da adesso in poi rifaremo le strade tante volte percorse, non avremo più sorprese, sarà una passeggiata. Aumento un po', ma poco l'andatura e subito ci fermano: eccesso di velocità, a me e a Francesco che seguiva, la Grande madre cellula, indenne, prosegue. Tentiamo la carta del "non abbiamo soldi russi", Francesco insiste un po' troppo:

- non abbiamo neanche un centesimo!-
il poliziotto si arrabbia:
-se non avete soldi andateli a cambiare e poi passate in polizia a ritirarvi i documenti-
Come, no, io ne ho di soldi, pago anche per lui-
faccio io- oramai Francesco non poteva più dire di averli i soldi...

Proseguiamo, ci siamo quasi, pochi kilometri e siamo in Estonia. Magari.... Una coda lunga almeno due kilometri. C'è un benzinaio, facciamo benzina.

Io -Francesco, mi ridia i soldi che ho pagato la multa...
-No, la multa l'ha presa solo lei..-
La smetta, mi fa arrabbiare-
La smetta lei, tenga i soldi-
Non li voglio più-
Ne è nato un battibecco che ci ha visti proprio bisticciare. Ognuno al suo posto di guida, col muso lungo.

Rientriamo nella fila, dopo un po' Con Michal scendiamo e andiamo, a piedi, a vedere l'inizio della coda:

-quanto ci andrà?-
-Non si sa, forse 10 ore...

L'Estonia... era troppo bello per essere vero. Che si fa? Cambiamo strada, passiamo per Pskov, a sud. La Grande madre cellula decide di restare in coda, loro si cucinano, mangiano, dormono, non hanno paura di una coda. Noi invece sì e partiamo, Francesco dietro, col muso.

Mi dispiace aver bisticciato, forse è la tensione, forse ci siamo presi troppa confidenza, fatto sta, che mi sento in colpa, però mi sento al contempo offesa.

Corro, non ci sono poliziotti, sulla strada non c'è nessuno, 2 o 3 kilometri prima di Pskov vediamo sulla collina una statua grandissima, strana, andiamo a vedere. Deviamo e facciamo 1 kilometro sulla collina. Francesco non scende neanche dalla macchina, Noi saliamo sulla collina.

C'è una enorme costruzione, non riesco a chiamarla statua, composta da una decina di enormi statue attaccate una all'altra. Raffigurano un esercito che 5 o 6 cento anni fa sconfisse l'esercito Prussiano sul lago ghiacciato lì vicino. La cavalleria dell'esercito Prussiano, sprofondò nel lago, rompendosi il ghiaccio sotto il peso dei cavalieri e delle loro corazze, mentr'invece l'esercito loro, non sovraccaricato di armature non fece rompere il ghiaccio.

statua
vicino a Pskov- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita statua
vicino a Pskov- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Sulla collina sono saliti anche Leandro, Brave-heart e Leopoldo che ora mi accusano di rompere l'armonia del gruppo, mi dicono che Francesco non dice una parola da tre ore e che non si può fare un viaggio così... Risaliamo in macchina, ho la testa dura io.

Arriviamo ad un grosso incrocio con il solito posto di blocco:

-noi andiamo alla frontiera lettone..-
No, la frontiera lettone, a pochi kilometri, chiude alle 8 di sera, ora sono le otto e cinque! Potete passare dalla frontiera Estone!
Che sfortuna.

Facciamo circa due ore di coda alla frontiera russa, Leandro paga 80 rubli di multa per aver lasciato scadere il visto un giorno, faccio pace con Francesco, arriva la Grande madre cellula:

-abbiamo deciso di venire anche noi con voi a Riga, di non aspettare 10 ore alla frontiera...

Passiamo con poche formalità le altre frontiere, sia quella estone sia quella lettone. Non facciamo l'assicurazione obbligatoria in Lettonia, non ce la chiedono nemmeno. Proseguiamo lungo la strada deserta per kilometri e kilometri cercando un albergo. Sarebbe stato meglio dire "cercando segni di vita". Tutto intorno a noi sembra che il tempo si sia fermato, non un bar, un ristorante, un albergo. Finalmente vediamo una luce sulla destra, giriamo, ci fermiamo: un forno, buon profumo di pane. Entro

-Dobri vecer ...-
Mi faccio vendere del pane, caldissimo, appena sfornato. Ho pochi lati, ma siccome ogni lat vale circa 3500 lire, riusciamo a comprare pane per tutti. La Grande madre cellula decide di fermarsi lì nello spiazzo a dormire, noi chiediamo dove possiamo trovare un albergo. Ci spiega, andiamo, torniamo, non troviamo niente, riandiamo, ci fermiamo ad un distributore aperto, ma non c'è nessuno, suoniamo, chiamiamo, niente. Rifacciamo la strada praticamente da fermi, ai due all'ora, cercando "il cartello" che la signora del forno ci aveva previsto, finalmente troviamo una deviazione, tra i campi, di colpo alla luce della luna ci appare un lago, meraviglioso, gli alberi alti riflettono le loro ombre scure, il resto del lago risplende illuminato dal chiarore lunare. Lì vicino una casa, l'albergo. Siamo tutti contenti, scendiamo suoniamo. Niente. La faccio breve, non c'era un'anima viva nel raggio di non so quanti kilometri. Desistiamo e torniamo, veramente delusi, poi dopo un paio di kilometri finalmente troviamo "il cartello" e dopo aver girato ancora mezz'ora, ma adesso all'interno di un paese, troviamo l'albergo. In mezzo a cespugli fioriti, con piante rampicanti alle pareti, tutto in legno, nuovo, pulito, un sogno, una fiaba. Non c'è parcheggio, comunque io sono troppo stanca, scendono Brave-heart e Leandro gli altri tutti dormono in macchina.

venerdì 27 agosto

Mi sveglia alle sei Francesco, vuole andare a bere il caffè. Metto in moto, Michal si arrabbia:

-lasciami dormire!
Salgo allora in macchina con Francesco e Leopoldo, facciamo un giro per il paese. È tutto chiuso, torniamo all'albergo, c'è una signora che scopa le scale, le chiediamo se si può fare colazione lì
-naturalmente!
Nell'albergo era tutto lindo e pulito, sembrava di essere all'IKEA, ci beviamo un bel caffè, anche Alena, intanto Leopoldo era andato a svegliare Leandro e Brave-heart. Mentre aspettiamo arrivano gli altri ospiti dell'albergo a fare colazione: tutti uomini, sembrano militari, in tuta, qualcuno in tuta mimetica... Mah

La strada per Riga è breve, ne abbiamo fatta tanta ieri sera.. Arriviamo che Michal non si è ancora svegliato, ai primi semafori "ritorna in vita" come dice Brave-heart. Andiamo diritti all'hotel Turist, dove domenica ci sarà il meeting, non è caro, è abbastanza centrale, va bene a tutti. Noi invece andremo a Mezhupark, sul lago, un po' fuori Riga, al capolinea del 2, dopo lo zoo. È un albergo dove va la nazionale di calcio, lì vicino infatti è pieno di campi sportivi, da calcio. È proprio sul lago, le camere sono di due categorie, belle e brutte. Purtroppo non c'è acqua calda, ma siamo in estate, le giornate sono belle, non ci importa.

Prima che chiuda corriamo all'ambasciata Bielorussa, ho bisogno del visto per andare a fare il meeting a Minsk, se lo ritiro lunedì (quindi non urgente) lo pagherò soltanto 44 dollari. Bene

Andiamo al mare, a Jurmala, la spiaggia di Riga. Sdraiata al sole, sulla sabbia quasi mi addormento, Alena fa il bagno. Pochissima gente, la sabbia bianca, fine come zucchero.

Ogni tanto diamo un'occhiata alla macchina, posteggiata subito lì, vicino alla spiaggia, e a un certo punto vediamo arrivare una limousine lunga 6 metri... ne scendono due sposi, poi arrivano gli amici e tutti insieme vengono in spiaggia. Gli amici Hanno in mano bottiglie di champagne, calici ... Lei è in abito bianco, lui la porta in braccio. Una bella scena, romantica.

Rientriamo in albergo e lavoriamo tutta la sera.

sabato 28 agosto

Anche oggi lavoriamo, in albergo si sta bene, Michal ha installato il computer, lui scarica le fotografie dalla macchina digitale, io scrivo i questionari. Verso le 11 andiamo a fare due passi e incontriamo una signora molto allegra, in costme da bagno, entra ed esce dall'acqua, traffica vicino ad una barca a motore...

sulla modo d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Ci chiama
-volete andare sulla moto d'acqua? Costa due lats al minuto
-No grazie, è carissimo.
volete fare sci nautico? costa poco, 5 lats all'ora.
Ci mandiamo Alena, non ha mai fatto sci d'acqua, vuol provare.

motoscafo- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alena fa sci d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alena fa sci d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alena fa sci d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alena fa sci d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
La signora le porta la tuta, poi sale sulla barca con Michal e Alena si butta in acqua. Comincia la sua odissea, riuscirà soltanto per dieci minuti a sciare, per il resto dell'ora sarà sempre in acqua, nel lago ghiacciato: non riusciva a tirarsi su...

Ci chiede 10 lats!

-sa, non era brava, mi ha fatto girare in tondo per recuperarla 20 volte..-
-E beh? Aveva detto 5 all'ora e ora invece sono 10?
Siamo alle solite....

Il paesaggio è stupendo, fotografo Michal con lo sfondo....

Alena fa sci d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alena fa sci d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita Alena fa sci d'acqua- questa immagine è collegata l'immagine ingrandita
Continuiamo a lavorare, a pranzo andiamo in città, poi si mette a piovere, la sera ceniamo in albergo, abbiamo fatto la spesa.

domenica 29 agosto

Lavoriamo ancora tutta la mattina, poi di corsa in centro: ad un incrocio vedo qualcuno che conosco: -ma è Alberto! - Mi fermo, lo chiamo... -l'aspettavamo a Lvov, mi aveva detto che avrebbe preso il pulman da Torino, eravamo preoccupati..- Lo carico in macchina (Michal mi dice poi che l'ho rapito, infatti aveva lasciato il maglione, i soldi, tutto in albergo) e lo porto al meeting con noi.

Nella hall incontriamo Diego che arrivava da Palermo e Giovanni che era appena arrivato da Reggio Emilia. Avevano già fatto amicizia...

il settimo meeting: Riga ...

Cominciamo a caricare la macchina.. Ci sono tutti, questa sera ci dividiamo.. Francesco e Leopoldo partiranno domattina presto, Leandro invece ha l'aereo domani pomeriggio, (la sera. dice- sarà già in palestra...) Cesare e Giorgio invece partono già stasera. Baci e abbracci, fate buon viaggio, Brave-heart, fino all'ultimo è indeciso, gli dispiace non essere più in gruppo, d'altra parte la curiosità per Minsk è forte.. Alberto decide di venire con noi, rientrerà in macchina e perderà l'aereo.... Ne vale la pena! Brave-heart si convince -mi passi a prendere domattina, alle nove.

Andiamo a cena al Lido, che è un bel self-service lettone, con cucina tipica dove praticamente andiamo sempre, poi prestissimo, alle 9 andiamo a dormire

lunedì 30 agosto

Mi sveglio presto, con Brave-heart e Alberto andiamo di nuovo all'ambasciata bielorussa: loro due richiederanno il visto urgente: 64 dollari, ma ce l'avranno già nel pomeriggio, insieme al mio.

Poi torno in albergo, carichiamo la macchina. A mezzogiorno abbiamo di nuovo appuntamento con Brave-heart al "Lido", Alberto non c'è. è andato in giro con due ragazze conosciute al meeting.

Partiamo alle 3 del pomeriggio, conosco bene la strada, l'ho fatta tante volte, anche le soste sono quelle che conosciamo.

Arriviamo a Vilnius alle 8 di sera, ci fermiamo da MacDonald's, noi dormiamo in macchina, non scarichiamo, Alena e i "ragazzi" prendono la camera al Gediminus, lì davanti: domattina sveglia alle 6.

martedì 31 agosto

Invece ci svegliano alle 5! Si scusano dicendo che si sono confusi con l'ora (in Russia sono meno due, in Lettonia meno 1, in Lituania come noi e in Bielorussia tornano meno 2) è comunque la prima volta che non partiamo in ritardo.

Sulla strada troviamo anche la nebbia, alla frontiera stiamo fermi due ore, ma sono tutti molto gentili.

Arriviamo a Minsk a mezzogiorno, ci fermiamo a cambiare i soldi e per 100 mila ci danno 1 milione e settecentomila bielorubli ... Ridiamo, poi Michal mi dice che anche di noi italiani ridono gli altri europei, è vero, ma fra un po' con gli Euro i nostri milioni saranno un ricordo.

Proponiamo l'hotel Turist, ma Brave-heart e Alberto vogliono il Jubilejnaja che è l'albergo dei meeting:

-è più comodo, siamo già lì..

Nel pomeriggio giriamo per Minsk: mi fa impressione, anche Michal e Alena si accorgono di quanto Minsk sia diversa da tutte le altre città. I negozi sono vuoti, non c'è nulla da comprare, è una desolazione. A Kijev, Mosca o Riga è solo una questione di soldi, chi ne ha può fare tutto ciò che vuole, qui no, qui non c'è proprio nulla... Qui c'è ancora il mercato nero, infatti per la strada appena si accorgono che siamo stranieri la gente ci offre di cambiare ... col 50 per cento di guadagno! Ma poi intanto non sai cosa comprare ...

Andiamo a mangiare al ristorante, non possiamo farci la spesa. A pranzo in centro in una pizzeria italiana, siamo stufi di MacDonald's. La sera andiamo invece a cena nel ristorante dell'albergo.

Come in quasi tutti i ristoranti russi c'è l'orchestra e la pista da ballo. Un frastuono pazzesco, non riusciamo neanche a capire cosa dice la cameriera (va beh, non lo avrei capito lo stesso, parla solo russo ...), sulla pista un mucchio di gente che salta e balla divertendosi un mondo, qui non è come in Italia, la gente, ballando, si lascia andare e si muove come le viene, fa piacere a vedere tutto 'sto caos! Ci guardiamo intorno, la sala è bella, grande, molto elegante, le luci soffuse. Nel tavolo dietro di noi ci sono tre ragazze che cenano, ogni tanto vanno a ballare, poi arriva un ragazzo, fa per sedersi ... la direttrice di sala arriva in quel momento e "gli toglie la sedia di sotto", lui cade a terra di botto e nel frattempo arriva un "buttafuori" alto due metri che lo tira su e lo accompagna, quasi sollevato da terra, alla porta. Si vede che dava fastidio alle ragazze, non me ne ero accorta.

Noi siamo molto interessati all'andamento della serata: al tavolo davanti a noi ci sono due coppie, le ragazze molto belle, gli uomini invece quasi anonimi, ordinano quattro insalate e prima di mangiare bevono tutti e quattro d'un fiato un bicchierino che sembra vodka o grappa, non so.

Al tavolo subito vicino ci sono tre uomini di una certa età, mangiano già da un po', sul tavolo ci sono una decina di bottiglie, solo due o tre di analcolici. Uno di loro dopo una decina di minuti reclina il capo in avanti e non lo tira più su. Gli altri sembra che non se ne accorgano.

Sulla pista l'atmosfera è sempre più frizzante, mi viene voglia di andare anche io, ma Alena si vergogna, Michal sta morendo di sonno... -andiamo, devo ancora lavorare, devo finire di scaricare le foto, domani c'è il meeting-

mercoledì 1 settembre

l'ottavo meeting: Minsk ...

giovedì 2 settembre

Partiamo alle 9 del mattino, noi siamo belli freschi, loro no, hanno dormito poco la notte, ci raccontano la sera prima, assediati dalle ragazze, Brave-heart era già abituato, Alberto no, è entusiasta.

Andiamo a Varsavia passando da Brest, la strada è bellissima, sembra un'autostrada.. Infatti a 10 kilometri da Brest c'è un casello. Ma che strano, non c'era l'entrata e c'è l'uscita... Chiediamo al casellante:

ma se non passiamo da qui non dobbiamo pagare?
-No
-Possiamo tornare indietro?
Torniamo, facciamo 2 kilometri e poi prendiamo una deviazione, si può andare a Brest anche da qui. Solo che sbagliamo strada e facciamo circa 20 kilometri di strada sterrata e fangosa, riduciamo la macchina bicolore! Brave-heart ci dice:
-se pagate bene, "questa", non la racconto ...

Ci fermiamo all'hotel Inturist a mangiare, controlliamo la macchina: è uno spettacolo degno di una foto:

 - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita  - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

Nel primo pomeriggio andiamo alla fortezza: lungo la strada ci sono delle lapidi o cartelli con i nomi di quelli che erano rimasti vivi, sono una dozzina.

Anche quì, come a Volgograd, si respira un'aria di grande melanconia. Sotto la grande stella, all'entrata, si sente una registrazione, la musica del tempo, la voce da Radio Mosca che annuncia la guerra .. Michal ci racconta quello che dicono:

"oggi alle 4 in punto alla mattina, l'esercito tedesco ha invaso l'unione sovietica senza alcuna dichiarazione di guerra"

poi entriamo, non c'è quasi nessuno, è tutto molto grande qui, c'è silenzio, tristezza.

Alla fiamma eternal si può sentire la musica di Schuman. (Ci dicono che è per mostrare che il popolo tedesco non deve, per le colpe del passato, essere odiato)

 - questa immagine è collegata l'immagine ingrandita

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Ripartiamo verso le 3, ci dirigiamo alla frontiera. Ci ferma la polizia, riesco a scampare la multa per eccesso di velocità, pregando e scusandomi tanto:
-non lo farò più!, non ho soldi bielorussi, li ho messi tutti di benzina, non mi faccia andare a cambiare, poi non trovo più la strada....-

Arriviamo alla frontiera molto allegri e fiduciosi, ben presto però l'allegria si smorza: dopo tre quarti d'ora di coda passiamo una barriera e troviamo 5 file con ognuna una ventina di macchine .. Scegliamo quella che ci sembra la meno affollata, dopo cinque minuti cambiamo, poi di nuovo, poi arrivano altre macchine dietro e non possiamo più cambiare, siamo rassegnati, aspettiamo. Non si può neanche scendere perché ogni volta che una macchina va avanti tutte le altre vannoa vanti anche loro, se qualcuno non lo fa gli altri da dietro o dalle file vicine gli prendono il posto. C'è molta tensione. Quando siamo a due o tre macchine dalla frontiera ci accorgiamo che dalle altre file si intrufolano nella nostra, ci arrabbiamo, ma non facciamo nulla, arriva anche il nostro turno. Finalmente passiamo, sono quasi le 7. Il morale torna alto, ma per poco. Mentre compiliamo i soliti moduli sentiamo delle urla tremende.

-Cosa succede? Cosa fanno?-
Le urla non cessano, anzi aumentano: è una donna, comincio a capire cosa dice:
-Aiutooo, salvatemi, mamma, aiutooo-
Mi avvicino e inorridisco. Una donna, anziana, pittosto grossa era caduta in un buco largo mezzo metro, lungo cinque e profondo due che serviva ai doganieri per controllare il "sotto" delle macchine. La donna era scesa dalla macchina e senza accorgersene era caduta dentro, si era sfracellata tutta la gamba ed era laggiù in fondo che continuava ad urlare. Qualcuno era sceso per portarle i primi soccorsi, ma era difficile perché lei era incastrata e non si poteva muovere. Mi sono ricordata che avevo comprato (Michal diceva che non sarebbe mai servito a nulla) il ghiaccio istantaneo e sono corsa a prenderlo, erano tutti molto stupiti, la donna se lo passava sulla faccia, senza smettere di urlare neanche un minuto... Intanto arriva l'ambulanza e a gran fatica la tirano su.

Siamo tutti sconvolti e shoccati, come fanno a tenere una frontiera così, e dire che ci hanno fatto pagare 10 dollari per l'uso delle "strutture"!

Mi avvicino a un doganiere

-ora possiamo passare?-
Prende i nostri passaporti e legge:
-visto dal 31 al 2 settembre, voi dovreste essere passati ieri sera!-
Ma a me risulta
-dice Michal calmissimo-
che se c'e scritto "fino al 2" vuol dire il 2 compreso..-
lui insiste, poi si stufa e dice
io intanto
guardando l'orologio
ho finito il turno, ora aspettate un'ora e quaranta il turno successivo!
e se ne va. Non ci credo, è vero purtroppo, tra un turno e l'altro c'e la pausa, non si vede più nessun doganiere. Ci sentiamo intrappolati. Tutte le altre macchine che come noi sono sotto la frontiera sembra che ci siano abituati, nessuno protesta, incredibile.

Quando poi finalmente cambia il turno e arrivano i doganieri abbiamo un'altra sorpresa: (nessuno ha più parlato di multa per visto scaduto, per fortuna, ma era evidente, sebbene anche le cose evidenti e chiare in questi posti non lo siano più) ci dicono che le auto con più di 5 posti in Polonia devono pagare una tassa aggiuntiva di transito! Che barba.. Ci fanno entrare nel solito gabbiotto, Michal si rifiuta di ascoltare e tradurre, ci lascia sole, Alena ed io, con un poliziotto che parla un misto di inglese e polacco, capiamo poco, ma c'è poco da capire, ci ha fatto un verbale e poi ci dice, (ma chi lo capisce?) di andare a pagare all'uscita della frontiera. Ok. Partiamo, non andiamo a pagare, io ho un po' di paura, ma non tanta, proseguiamo, nessuno ci ferma. In tre ore siamo a Varsavia.

Nel frattempo Brave-heart era molto combattuto se venire con noi fino a Praga e tornare in Italia con noi, ma non subito, (noi ci fermeremo in campagna dal nonno due o tre giorni) oppure se fermarsi a dormire a Varsavia e prendere l'autobus il giorno dopo per Venezia e il treno di lì a Torino.

In campagna dal nonno di Michal era una bella prospettiva, ma tornare prima, forse anche. Per tutto il viaggio valuta i pro e i contro, finché Alberto lo convince: torniamo.

Li lasciamo all'hotel Belfer, un albergo che conosciamo perché non è in pieno centro ed è comodo per chi passa da Varsavia e ha bisogno di fermarsi a dormire. Finiscono qui 32 giorni di convivenza con Brave-heart, ci mancheranno il suo spirito, la sua simpatia, le sue battute, non le sue valigie, infatti ce le lascia, verrà a riprendersele al nostro rientro.

Proseguiamo una cinquantina di kilometri, poi mi fermo a dormire

venerdì 3 settembre

Arriviamo a Praga nel tardo pomeriggio, Michal senior ci aiuta a scaricare ... siamo a cena dalla mamma di Michal, poi domani dal nonno in campagna a Brusov: un bellissimo posto isolato, una grande casa con un sacco di stanze. Lì sembra di essere tornati indietro di 100 anni, se non fosse che c'è la luce elettrica... però non c'è l'acqua corrente, bisogna approvigionarsene a circa due kilometri ad una fontana. Ci si va con delle grosse taniche poggiate su di un vecchio passeggino per bambini. Bellissimo il bagno: una grande stanza con un buco di scarico al centro del pavimento e una grande vasca in cemento con all'interno, sotto la stufa a legna: c'è anche l'acqua calda!! Il gabinetto fuori come quando ero piccola nelle nostre campagne, di legno... Una enorme cucina con la stufa a legna e un tavolo per 15 persone. A volte non basta perché il nonno di Michal ha 5 figli e una dozzina di nipoti ...

Ci fermeremo due o tre giorni, torneremo poi a Torino la prossima settimana, e "cominceremo" a lavorare!


pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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