sabato 21 agosto
Lasciamo Mosca, diretti a Novgorod, sulla strada per San Pietroburgo. Michal ce ne parla in macchina, anche lì c'è già stato,
sarà bellissimo. Ci diamo appuntamento con la GMC e ci dividiamo, appena usciti da Mosca: procediamo spediti, ma la strada è
lunga, ci arriviamo alle 6 del pomeriggio, piove. Troviamo subito l'albergo che si chiama come l'eroe leggendario della
città: Sadko. Nella hall c'è un grande dipinto che lo raffigura, bellissimo, coloratissimo....
Ci sono anche due negozi dove tutti
quanti compriamo tutti i souvenir che ci mancavano, Brave-heart può riempire la sacca rotta che intanto, vuota, sembrava già
piena, Alena ed io compriamo altre matrioske, scatolette, un cappello fatto di corteccia di betulla... (Mi raccontano che in
quella zona ci sono infiniti boschi di betulle e con la corteccia ci fanno un sacco di cose: borse, cappelli, quadri,
vassoi... nei tempi antichi usavano la corteccia di betulla come fosse la nostra carta per scrivere)
Michal compra il libro che parla di Sadko, e ci racconta quello che legge: è un principe leggendario, al lago pesca un
pesce che gli dà dei consigli ... e poi? - E poi non so, il libro è lungo, ne ho lette solo 4 pagine...!-
Salgo in camera, mi chiamano da casa: è morta mia cugina, Claudia. Era malata da molto tempo, ma tutti si pensava che ce l'avrebbe fatta. Ci sto malissimo, ma come? mi siedo sul letto, e mi passa davanti tutta la mia
giovinezza, i ricordi di quando ero bambina, con lei e le mie sorelle, e poi da grandi ci vedevamo sempre meno. Piango tutta
la sera, non riesco a smettere neanche al ristorante, le lacrime dappertutto.. Il ristorante bello, solo noi tre, non
ho voglia di parlare, c'era la musica.
Quando torniamo li troviamo tutti (erano arrivati anche Cesare e Giorgio) al ristorante dell'albergo, avevano già finito di
mangiare, ora assistevano alle danze, Francesco, concupito da una "terribile bruttona" come diceva lui, che lo voleva far
ballare ...
Non c'erano abbastanza stanze in albergo, solo singole, quindi Michal doveva entrare di nascosto nella mia e Leopoldo di
nascosto in quella di Francesco. (no, lui non avrebbe dormito nel letto con Francesco, gli avevamo imprestato un materassino di
gommapiuma da mettere per terra). Giravamo per la hall aspettando il momento buono, poi ci accorgemmo che la donna alla
reception giocava a un video-game sul computer e filammo di sopra.
domenica 22 agosto
Facciamo colazione, è compresa nel costo della camera, mettiamo un pò a posto la macchina, è un
disastro! Ci fanno la foto mentre noi sfoggiamo gli acquisti: io ho il cappello di
corteccia di betulla, comprata il giorno prima
Poi cominciamo la passeggiata verso il
centro, costeggiando il fiume, attraversiamo il ponte, che pace, che tranquillità!

Michal cerca
i posti dove replicare le foto fatte vent'anni prima, li trova, - qui ero con mia nonna, messo così, adesso vieni tu- Ah
grazie!

Facciamo le foto, poi entriamo nella fortezza, è una bella giornata, l'aria è fresca, piacevole, saliamo su di una
scala ripidissima e incontriamo dei ragazzi che ci dicono di andare con loro, da lassù le foto sono molto meglio. Nessuno ci
va, solo Michal, il solito incosciente. Ci fa aspettare mezz'ora, poi appare da una feritoia in mezzo alla torre, poi da
un'altra feritoia appare la sua mano, poi lui, poi di nuovo la mano, si capisce che sta camminando rasente il muro,
all'interno infatti ci dice che c'era solo un cornicione alto cinque o sei metri da terra. Ci fa la foto, ad Alena e a me,
ci siamo solo più noi ad aspettarlo.

Continuiamo fuori, sulla spiaggia, poi andiamo alla statua, i "ragazzi" invece vanno a vedere i cannoni, (ci sono tre
ragazze lì).

e poi in pullman, (un pullman ante-guerra pieno zeppo di gente) andiamo a visitare l'abbazia. I "ragazzi" non
entrano nemmeno, fuori ci sono le bancarelle, noi facciamo un giro veloce, l'aria di pace è dappertutto.

Il cielo è diventato grigio,
si confondono le guglie con le nuvole.

Poi, a piedi, andiamo al museo, un museo all'aperto di case di legno. Si può entrare in qualche casa, sono ricostruite
con materiale originale, secondo la vita di un tempo, ci sono le chiese, le cascine, i forni, le stalle, tutto in un grande
prato verde, con tanti alberi intorno, ogni tanto piove, noi siamo partiti attrezzati.

Aspettiamo il pulman alla fermata...

Al rientro giriamo per il paese, Michal si fa fare altre foto "replicanti" quelle di 20 anni prima ... (io
sono sempre al posto della nonna, ma che barba...)
Queste sono alcune delle foto di vent'anni fa:
.. e queste quelle di oggi!

Andiamo a mangiare nel ristorante del giorno prima, in due tavoli diversi, però, non si possono unire. Leopoldo con noi tre,
gli altri insieme. Al dolce bisticciano col cameriere, Francesco ha ricevuto il gelato alla fragola, lui voleva cioccolato,
Michal (che traduceva sempre il menu per tutti) aveva detto che era gelato al cioccolato, invece c'era stato un equivovo,
era scritto gelato col cioccolato, intendendo per cioccolato una spruzzata di cacao sopra. Francesco lo rimanda indietro, ma
quando arriva il conto il gelato è compreso -è una questione di principio!-
Gli altri lo
convincono - sono 500 lire!-
Noi
siamo già usciti, vogliamo fare un giro sul battello, Leopoldo sempre con noi. Fa un freddo cane sul battello, e in piu ci
viene sonno, Leopoldo si appisola per davvero, Alena, divertita, lo imita, Michal anche. Il giro non finisce più, quasi due ore, con l'aria pungente e l'andatura lenta, le rive da entrambe le parti
sono comunque una sorpresa continua.


Torniamo assolutamente fusi, Michal non cena nemmeno, va subito a dormire.
Noi troviamo gli altri al bar, dove si mangia anche, stanno discutendo con Leopoldo, lui è ferreo nelle sue affermazioni:
-se la ragazza non parla italiano io non voglio neanche conoscerla, e deve essere nubile, senza figli non essere alta più di
un metro e 70 e non essere più vecchia di 35 anni- -Ma così non la troverai mai, (Francesco) tu devi dare retta a me che ho
più esperienza ...- E così di questo passo per un'ora. Abbiamo mangiato una bistecca con patatine, non prendiamo neanche il
caffè, ce ne andiamo a dormire, li lasciamo discutere...
continua ....
pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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