mercoledì 18 agosto

Veramente a malincuore lasciamo Suzdal, non senza aver fatto ancora un giro, questa volta in macchina, (ma Mischa dov'è?) facciamo anche un po' di spesa, ripassiamo da Vladimir, che Cesare e Giorgio il giorno prima non avevano visto, e infine ci dirigiamo a Mosca. strada per Mosca - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita La strada è bellissima, in mezzo ai boschi, tutta diritta, a 4 corsie. E' piena di traffico, non c'è più paragone con la pace che si respirava a Suzdal. Il traffico lo troviamo anche in città, per me è la prima volta, sono molto emozionata, vorrei fermarmi il prima possibile, per scendere, vedere.

In ogni caso dobbiamo trovarci un albergo, i pareri sono discordi, come al solito c'è chi vorrebbe più semplicemente fermarsi nell'albergo centrale, (ci siamo già) bello, elegante, e soprattutto caro, chi invece come noi che vuole risparmiare e accetta di fare un po' di strada in più per trovare un albergo più economico. Tutto sta nel non lasciarsi demoralizzare. Siamo posteggiati davanti all'hotel Rossija, a 100 metri dalla piazza Rossa, cominciamo a discutere, telefoniamo, parliamo con una coppia di italiani che ci consigliano un albergo lì a pochi passi, noi siamo intenzionati a ripartire e dirigerci verso la periferia, Brave-heart, Cesare e Giorgio, invece seguono gli italiani per vedere l'albergo. Mentre aspettiamo, sotto il sole, nervosetti, Francesco mangia e mi offre dei biscotti:

li ho comprati al chiosco, prima, mi ha detto Cesare che sono buoni.-
Infatti sono buoni, intanto leggo cosa c'è scritto sulla scatola, mi piace esercitarmi nella lettura in russo:
biscotti per gli uccelli!
Bene. Ridiamo, continuiamo a mangiarli, non moriremo mica. Michal s'innervosisce:
perdiamo troppo tempo, andiamo.
E andiamo, ci seguono tutti:
se mai torniamo quì
spera Brave-heart, ma preferisce la compagnia al lusso.

Non fatichiamo molto, vicino al Centro esposizioni troviamo un albergo dopo l'altro, sono quasi tutti pieni, ma infine...

Il nostro è molto economico, il parcheggio non c'è, ma il guardiano per 30 rubli a notte ci sorveglierà la macchina.

Il tempo è bello, ma non promette bene, la curiosità è tanta, quindi ci attrezziamo e andiamo in metropolitana in centro a vedere finalmente Mosca. Facciamo un bel giro per la piazza Rossa, chiedo al militare di guardia davanti alla tomba di Lenin l'orario di apertura: domattina dalle 10 a mezzogiorno. Facciamo un giro per i magazzini Gum, poi nelle bancarelle Compriamo un sacco di medaglie commemorative, di Lenin, delle città eroe, dei paracadutisti, eccetera, Alena compra una maschera antigas ...

davanti al mausoleo di
Lenin - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita San Basilio - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita magazzini GUM- a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Michal sulla piazza rossa - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Alena con la maschera
- a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita davanti alla sede del
comitato rivoluzionario - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita

Torniamo in albergo sotto una pioggia torrenziale, bagnati fradici, ma entusiasti. Mosca non delude le aspettative, chissà domani ...

giovedì 19 agosto

la scorciatoia .. - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Di buon'ora, e di gran fretta, partiamo, verso la metropolitana, diretti alla piazza Rossa. Dall'albergo prendiamo una scorciatoia, sembra di essere in campagna.

Ci mettiamo in coda per vedere Lenin alle 9 e mezzo, "i ragazzi" protestano

-intanto è tutto un bluff, non c'è il vero Lenin, lì, è un falso, di plastica ... -
Dopo un quarto d'ora si accorgono che abbiamo fatto bene, perchè la coda, dietro di noi è lunga più di trecento metri. Arrivato il nostro turno peró ci accorgiamo che abbiamo tutti le apparecchiature video o fotografiche che sono assolutamente vietate. Decidiamo, Michal ed io, di aspettare lì, tenendo noi tutti gli apparecchi e di entrare poi al loro rientro. Ci riempono di macchine fotografiche, anche Brave-heart ce ne lascia una, ma ne aveva un'altra in un taschino, quindi, giunto all'ingresso, un poliziotto lo respinge, gli altri invece fanno rapidamente il giro e poi tocca a noi. Trovo una certa somiglianza tra Lenin e Michal e questo mi conferma quanto in lui io riveda il mio immaginario russo, d'altra parte oggettivamente, il colore dei capelli è identico e la lunghezza della barba pure, la severità del personaggio mi ricorda Michal quando mi dice:
-rigore, Betta, ci vuole rigore-.
Sono emozionatissima, anche fuori, quando facciamo il giro tra le tombe degli uomini illustri (e donne pure, c'era anche la moglie di Lenin) e Michal di ognuno mi racconta qualcosa.
ho trovato il sito del Mausoleo di Lenin in inglese

Ci stanno aspettando tutti in gruppo sulla piazza, Francesco compra due colbacchi di coniglio, Brave-heart è ancora furioso col poliziotto che l'ha bloccato.

Da sinistra: la piazza rossa, poi Cesare, Giorgio e Brave-heart sulla piazza Rossa e poi Giorgio davanti al Cremlino

piazza rossa - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Cesare, Brave-heart e
Giorgio - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Giorgio - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita

E adesso? Michal propone di andare a Tretjak, nessuno sa cos'è, comunque ci fidiamo: a piedi, passeggiando, attraversiamo i giardini davanti al Cremlino, (ci andremo domani) poi il ponte sulla Moskova, c'è un bel sole, fa piacere il vento, e poi ancora avanti un pezzetto, ci ritroviamo in una bella via, tutta lastricata, i palazzi ridipinti, restaurati. La pinacoteca in un palazzo antico, ma che all'interno è modernissimo, ha un cortile davanti dove c'è la statua di Tretjak, un commerciante d'arte che cominció a collezionare dipinti e che, amico di molti pittori, ne raggruppó talmente tanti che ora la sua galleria, che ancora in vita ha donato alla città, è la seconda di tutta la Russia. Abbiamo risparmiato nell'alloggio, ma spendiamo 170 rubli per entrare, non tutti sono entusiasti, ma siamo tutti insieme ...

Tretjakova - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Tretjak - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita

Ci andrebbe una giornata completa, almeno, per vedere tutto con calma, è talmente bello! Scopriamo, almeno per me è così, un universo nuovo. Ora so cosa rispondere a chi mi dice che l'arte è solo in Europa. -Venite qui a vedere.- Non mi ricordo neanche un nome, ma tre ore dopo compreremo due libri, di quelli belli, che riproducono tutti i quadri più famosi. Quindi posso elencare i nomi dei pittori più famosi, o di quelli le cui opere mi hanno colpito di più: mi sembra importante farlo perché non posso passare a scanner le foto dei quadri e metterle quì, sono coperte da copyright, l'ho chiesto e non mi hanno dato il permesso.

Perov
c'è un quadro bellissimo, "Trojka" che raffigura tre bambini, sulla neve che trascinano un carro, poi un'altro in cui c'è un soldato che fuma la pipa accanto a una giovane distesa morta, nella nebbia, e sullo sfondo le guglie delle chiese e le torri, poi uno che raffigura l'arrivo in una famiglia della governante, la curiosità della famiglia, l'alterigia del padrone di casa e l'umiltà sua, ancora il ritratto di Dostojevskij
Kramskoj:
tanti ritratti tra i quali quello di Tolstoj e Nekrasov (che è un pittore anche lui)
Mjasoedov
con dei bellissimi grandi quadri che raffigurano scene di vita russa di fine ottocento
Savickij
anche dipinge scene di vita, gli operai, tra cui donne e bambini, delle miniere, poi "l'incontro con l'icona", la partenza per la guerra, col treno, i pianti delle donne
Prjanischinkov
con un quadro che raffigura l'interno di una stanza di un pittore, la modella coperta da un plaid e il pittore che mette legna nella stufa
Ge
(si legge Ghe) con un enorme quadro con Pietro I che interroga Aleksej e il ritratto di Tolstoj, allo scrittoio, mentre scrive
Savrasov
Vasnecov
Scischkin
Polenov
Klodt
che raffigurano la campagna russa
Kunidzhi
con dei bellissimi quadri tra cui uno molto particolare, "notte dul Dniepr," non so descriverlo
Makovskij
bellissimi quadri: "Sul viale" "Il krak in banca", o la gente raccolta, di sera a parlare.
Nevrev
Jaroschenko
Repin
questo, mi dice Michal, è famosissimo, e, aggiungo io, impressionante tanto è bello e triste nello stesso tempo: "I burlachi sul Volga". Sono dipinti i portatori delle navi, sì, trascinano a forza la nave dalla riva del fiume tramite delle lunghe corde passate intorno alle spalle. Di Perin c'è un altro quadro che mi piace molto, "Non atteso" in cui si vede il ritorno di uno, inatteso, appunto, e lo stupore della donna, dei bambini, sembra di sentire raccontare una storia. Di lui c'è anche il ritratto di Tretjak e un quadro raffigurante la morte del figlio di Ivan il terribile, il 16 novembre 1581, talmente shoccante che non riuscivo nè a guardarlo, nè a non guardarlo: gli occhi del padre esprimevano tutti i sentimenti del mondo.
Surikov
del quale c'è un quadro molto bello e tutti gli studi fatti per compierlo, racconta di quando la Zarina fu arrestata perché era dalla parte dello scisma, e tra la folla che assiste si vedono tutti i sentimenti, odio, scherno, riso, pietà tristezza, indifferenza, paura...
Levitan
davanti ai suoi quadri, si potrebbe rimanere ore, incantati
Kuznecov
il ritratto di Tchaikovskij
Kasatkij
un bellissimo ritratto di una lavoratrice della miniera
Ivanov
c'è un quadro scolnvolgente, raffigura una famiglia, padre e madre morti, il bambino, vivo, che li guarda: emigravano con un carro, portando tutta la loro roba ...
Stepanov
un campo pieno di bambini, tutti guardano gli uccelli in volo, due soli, invece sono rivolti a chi guarda, uno senza scarpe, la terra bruciata dal sole, ma non fa caldo, sono coperti con giacconi, cappelli, sciarpe...

ho trovato il sito della galleria: peccato che sia tutto in russo, dopo mezz'ora ho capito che i quadri non ci sono ... (se non pochissimi e piccolissimi) www.tretyakov.ru/

01/08/2000: a distanza di un anno ho cambiato idea: da oggi comincio a inserire i quadri che, sono sicura, vale la pena che tutti vedano ...: l'arte nell'Est Europa.

Usciamo da Tretjakova alle tre, abbiamo anche mangiato, al ristorante interno, ci siamo un pó riposati, ma siamo comunque stanchissimi.

dal ponte - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Ci dirigiamo, quindi lemmi, lemmi, verso una costruzione curiosa, che si erge nel fiume, oltre il ponte: una grande nave di ferro, altissima, nera che avevamo visto dal ponte arrivando a Tretjak. Lungo la strada Francesco ci racconta della sua gioventù, quando, finito di studiare, lavoró per un anno come mozzo su di una nave che andava in Africa. E quanto fosse grande il suo amore per il mare.
la grande nave - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita mi riposo - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita

Ci dicono che l'anno prossimo si potrà andarci dentro, alla nave. Noi ci fermiamo lì vicino e facciamo un po'di pausa.

I "ragazzi" ora vogliono andare per negozi, noi vogliamo trovare una bella libreria, abbiamo bisogno di cartine, manuali ...

Non troviamo molto, a parte i libri d'arte che sono bellissimi, compriamo dei manuali di geografia e una bella cartina plastificata dell'intera Russia, ma quello che sognavo io, le cartine particolareggiate dell'Ukrajna, in russo, della Bielorussia, le guide delle principali città, niente.

Dormirei per due giorni, invece la sera decidiamo di fare ancora un giretto, peró in macchina: vengono con noi Cesare e Giorgio, che poi si fermeranno in centro. Saliamo sulla collina deve c'è l'Università, facciamo un po' di foto, intanto Giorgio si lascia irretire da una venditrice di Matrioske, gliene sta mostrando una quantità enorme, le apre tutte, le dispone in bell'ordine per terra, ci avviciniamo

- questo è un buon prezzo, solo per Lei - questa anche con un regalo ... la piccola matrioska ..-
Cesare ne compra una nera grande, anche io riesco a convincere Michal, che come al solito diceva:
-aspetta domani, ne troveremo a meno, giriamo un po'.. vediamone altre.-
io -no, non ne troveremo più di così belle, questa la voglio per Alice, a lei piacerà una matrioska con il viso ovale, non rotondo come al solito, non la troveró più... -
(l'indomani all'Harbat, la troveremo uguale, di tutti i colori, meno cara, e Michal, come al solito avrà avuto ragione)

venerdì 20 agosto

Oggi andiamo a vedere il Cremlino. Non sono tutti entusiasti, infatti dopo il cannone, la campana e la prima chiesa, ci lasciano e se ne vanno per negozi: Brave-heart aveva bisogno di una sacca nuova, una delle sue tre si era rotta. Alena ed io resistiamo ancora altre due chiese e mezzo, poi cerchiamo di convincere Michal ad andare a mangiare, ma lui se non vede tutto non è contento, quindi lo lasciamo anche noi e andiamo a farci una pizza.

Tutto dove mi giro vedo dei sosia di Lenin, saranno i miei occhi oppure c'è tanta gente che, come da noi per Celentano, si adopra ed esaspera una leggera somiglianza?

la campana - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita nella cattedrale
dell'Arcangelo - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Michal davanti al
ritratto del principe Nevskij - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita cattedrale
dell'Arcangelo - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita in pizzeria - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita

Michal ci raggiunge dopo due ore, bene io voglio andare all'Harbat, la via di Mosca famosa per l suo mercato: è bellissima, piena di bancarelle, gente che suona, pittori che fanno le caricature ... contrattiamo per mezz'ora, poi compriamo un paio di occhiali da aviatore, un po' rotti, vediamo tantissime matrioske, anche identiche a quelle della sera prima ... ma dobbiamo sbrigarci perché Michal voleva ancora vedere l'Esposizione: il VDNX, ci racconta che quando ci era andato con suo nonno 20 anni fa, ne era rimasto impressionato: si trovavano lì condensati tutti i successi dell'industria e i prodotti delle nazioni dell'Unione Sovietica, i prodotti agricoli, quelli tecnologici, divisi in padiglioni, c'erano gli sputnik, gli aerei, e per ogni stato la storia e le risorse. Mi dava l'idea un po' del Museo dell'Uomo a Parigi. Ma quando ci arriviamo la delusione è enorme. C'era soltanto un unico, squallido, variopinto mercato. S'intuiva la grandiosità del passato da quello che ogni tanto Michal mi indicava: là sotto un'immensa foto di Gagarin, coperta da un telone, una fontana bellissima, tutta intarsiata e color oro nella quale ho messo piedi e scarpe (di gomma) a bagno per un quarto d'ora, un grandissimo razzo, sulle cui scale i bambini si arrampicavano, e anche un aereo e tanti bei palazzi un po scrostati, ma ancora imponenti. Tutto questo in un parco lungo due o tre kilometri, pieno di alberi. Ma tanta era la gente che vendeva o acquistava salsicciotti, birra, o stereo o frullatori, che non saltavano neanche agli occhi le vestigia del passato. Michal era profondamente deluso, a me dispiaceva per lui, che sapevo, voleva farsi fotografare nella stessa posizione di quando era stato fotografato con suo nonno 20 anni prima.

Alena ed io prendiamo il trenino, per tornare, un trenino di quelli delle giostre, che ci evitava peró due kilometri o tre di strada. Michal ci raggiunge a piedi in albergo.

a bagno nella fontana - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita un padiglione - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita un altro padiglione - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita lo sputnik - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Michal, con gli
occhiali da aviatore - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita l'entrata desolante - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita hanno smontato tutto - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita s'intravede la foto di
Gagarin, sotto il pannello - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita portano via la
navicella spaziale - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita

il padiglione 71 - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita il palazzo
all'entrata - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita

La sera partiamo, in macchina per andare sulla torre Ostankino, è altissima, si vedrà tutta Mosca, ma quando arriviamo hanno appena chiuso: decidiamo di tornare domattina, prima di partire....

sabato 21 agosto

Non c'è fretta 'stamani, la torre apre alle nove, carichiamo le macchine, Brave-heart ha una sacca nuova, grande come lui, l'altra, anche vuota, occupa lo spazio di una valigia... Arriviamo alla torre, che paura! È la torre piu' alta d'Europa, al suo interno ci sono gli uffici di 22 emittenti radio-televisive e un ristorante. Fu ultimata nel 1967 dallo stesso architetto che ha costruito la statua della Vittoria al Mamaev Kurgan di Volgograd. È la struttura più alta d'Europa e la seconda del mondo dopo la torre Cn di Toronto: 540 metri! Per entrare bisogna compilare un modulo e mostrare il passaporto, poi ci sono diverse porte e percorsi (come a Gardaland) per accedere, non ci sono turisti, siamo fortunati, a giudicare dalle transenne a volte ce ne devono essere centinaia... In ascensore mancava il fiato. Non si vede tutta Mosca, solo i palazzi lì intorno, non è come dalla Tour Eifell o dalla Mole Antonelliana dalle quali vedi la città, o che Mosca è talmente grande o che è spostata dal centro, tant'è che sono delusa, c'è anche foschia. Da lassù vediamo le macchine e Leopoldo che non è salito, un puntino, laggiù. Brave-heart non perde l'occasione per mostrarci la sua temerarietà e si fa fotografare sopra al cristallo che ricopre parte del pavimento, io non ci vado neanche vicino, fa troppa impressione!..

la torre Ostankino - a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita la finestra sul vuoto
- a questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita Leopoldo, un puntino
laggiù - questa immagine abbiamo collegato l'immagine ingrandita


continua ....
pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
home page agenzia matrimoniale