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| giugno |
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Finalmente le scrivo ciò che da molto tempo avrei voluto dirle, è passato quasi un anno da quando ho conosciuto la Sua agenzia, ed è passato quasi un anno da quando ho partecipato al viaggio in Bielorussia ed Ucraina, molte cose sono successe in questi mesi, alcune le sono note, forse altre no.
Molte persone, fra le quali anche i miei compagni di viaggio sanno che la mia storia con E. non è andata bene, poche persone sanno quanto ho sofferto per tutto ciò, ma allo stesso tempo mi ritengo una persona molto fortunata per aver avuto accanto in alcuni momenti persone come Lei ed appunto i miei compagni di viaggio.
Nonostante tutto quello che è successo, il ricordo del viaggio mi ha accompagnato in questi mesi, i meravigliosi rapporti di amicizia nati con queste persone e le splendide emozioni che ognuno di noi ha vissuto, ma ha anche condiviso con gli altri, hanno fatto parte dei miei ricordi, non voglio certamente sminuire lo scopo principale della sua agenzia, e di conseguenza le motivazioni del mio viaggio, ma vorrei per una volta mettere in luce ciò che spesso passa in secondo piano (a scapito delle critiche e dei preconcetti che alcune persone hanno nei riguardi delle agenzie matrimoniali come la sua) ovvero gli splendidi rapporti umani che si sono creati fra Lei ed il gruppo che ha partecipato al meeting dell'anno scorso, sono certo di poter parlare a nome di tutti i ragazzi quando dico che la nostra amicizia ci ha aiutato a superare non pochi difficili momenti.
Certamente, molte coppie che si sono conosciute tramite la Sua agenzia hanno trovato lungo il percorso non poche difficoltà, chi decide di avere una storia dovrebbe sapere dal principio che le cose non sono facili (non lo sono nemmeno qui in Italia!!!) ma per quanto mi riguarda posso dire che la cosa non mi ha spaventato per nulla, ho avuto anch'io i miei momenti di debolezza, molte volte mi sono trovato in difficoltà, ma il pensiero che le difficoltà avrebbero fortificato ulteriormente la mia storia non mi ha mai abbandonato... queste sono le sue parole Elisabetta... non le ho dimenticate...
Come Le ho già detto, per una volta mi riservo di descrivere le emozioni che ho vissuto con E. questa volta... voglio ringraziare Lei per la disponibilità nel dare consigli, per la razionalità dimostrata nel comprendere i vari problemi, voglio ringraziarLa per la sua gentilezza, vorrei che le persone capissero che il suo lavoro, che ciò che ha fatto per tutti noi, va oltre il guadagno economico, nel parlare con Lei ho notato più d'una volta il suo personale coinvolgimento nelle nostre storie, come se tutte le sensazioni che sentiamo e proviamo fossero sentite allo stesso modo da Lei... nel medesimo istante... grazie... per quel profondo senso di umanità che ha dimostrato...
Ringrazio di cuore ancora una volta, Lei e suo marito Michal per avermi dato la possibilità di vivere quei momenti, con un intensità tale che ancor oggi non riesco a descrivere...
I miei più cari saluti... Emiliano
P.S. Anche se la mia storia con Evgenia non è andata nel migliore dei modi, se Lei crede che sia una buona idea, pubblichi pure il mio racconto del viaggio 2003, è giusto che le persone colgano in quelle poche righe l'intensità delle emozioni che ho provato...
Sono un cittadino italiano.
Il mio nome è Vincenzo Borgogno.
Nato a Fossano il 15 marzo 1958.
il 17 aprile 2004 mi sono sposato a Volski (Russia) con Julia Obozhina.
Sto tentando di contattare l'Ambasciata Italiana a Mosca per ottenere il
visto di ingresso per ricongiungimento familiare per mia moglie.
Purtroppo per telefono non è possibile.
I due numeri, ricavati dal sito, non rispondono.
Trascorsi i soliti due minuti di telefonata oltre passano all'occpato.
Recentemente l'Ambasciata ha istituito un nuovo servizio, che, a quanto
pare, serve solamente a carpire denaro ai cittadini italiani o russi,
che devono mettersi in contatto con l'Ufficio Visti della suddetta
Ambasciata.
Ora, questa è la prima, e mi auguro anche l'ultima di una serie di e-mail che mi vede costretto ad inviare a:
Vincenzo Borgogno
[In definitiva la situazione è questa: Julia non è di Mosca, abita a più di 1000 kilometri di distanza, l'ambasciata fa entrare (per consegnare i documenti con la richiesta di visto) soltanto gli italiani, i russi hanno bisogno di un appuntamento che ricevono dopo un tempo lunghissimo. Enzo avrebbe voluto telefonare per chiedere un appuntamento a breve...
Io credo che per un'ambasciata rispondere al telefono sia quanto meno un dovere... Non "solo" per le informazioni... Pubblicando questa lettera aggiungo che tutti i giorni mi chiamano persone per avere notizie o informazioni, per sapere perché non riescono a mettersi in contatto con le nostre ambasciate (nel mio caso specifico: Kiev e Moska)]
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