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Per una serie di ragioni quindi ho deciso che se posso,
quella del camion mi è sembrata una soluzione pratica per ragioni di costo,
provo ad andare a prenderlo personalmente nella loro azienda di Kiev. Se
qualcuno si offre di darmi un passaggio gli sarei quindi molto grato.
Io sono di Roma
Grazie, ciao
tempo fa mi scrisse che per andare in Ucraina basta un'autocertificazione (le allego il suo messaggio)
Considerato che potrebbe essere utile a molti, perché non ne parla nella
FAQ del suo sito?
Penso che sia una cosa interessante e comoda rispetto al visto rilasciato
dall'ambasciata.
Cordialmente, Luca.
----- Original Message -----
>
>Per l'Ukrajna ora basta un'autocertificazione.
> siamo a Sua disposizione, cari saluti
From: "Elisabetta de Carli"
Sent: Tuesday, February 26, 2002 8:23 PM
Subject: Re: Siete super!
> Caro Luca,
> La ringrazio molto delle belle parole e sono molto contenta
> che abbia questo bell'approccio con le ragazze dell'Est e
> direi con l'Est in generale. Le frontiere cadranno
> quando avranno finito l'opera di occidentalizzazione che
> probabilmente farà crescere persone diverse...
> Quindi ne approfitti, queste generazioni sono ancora immuni
> dal mostro del consumismo e dell'appiattimento culturale al
> quale ci condannano i mass-media
> La burocrazia non è quel mostro che sembra, inoltre per
> andare in Lituania non è nemmeno necessario il visto..
> Si faccia un giro e ne sarà entusiasta, glielo garantisco
>
> Elisabetta de Carli Maruskova
>
Da ciò che mi scrive comunque ne deduco che Lei non è ancora andato.. cosa aspetta?
Attualmente ho scritto ad entrambe le proposte giuntemi, e proprio stamattina mi è arrivata una risposta da parte di una di loro. Vi devo informare anche quando dopo qualche scambio di e-mail decido (o lei decide) di interrompere la corrispondenza?
In attesa di una risposta che mi chiarisca le idee, la ringrazio anticipatamente... soprattutto per la pazienza!
Distinti saluti
siamo sempre a Sua disposizione, cari saluti
Elisabetta de Carli Maruskova
sono appena tornato dopo un viaggio conclusosi in modo alquanto
avventuroso. Il mio bravo agente ha pensato bene di lasciarmi senza
albergo a Mosca e dunque alla mia partenza da Tcheliabinsk ieri sera
alle 22,20 (ora locale) non avevo nessuna certezza di poter dormire da
qualche parte a Mosca giacché tutti gli alberghi risultavano pieni a
motivo delle feste.
Ho deciso quindi di tentare di partire un giorno
prima fidando nella fortuna.
Sono arrivato a Mosca alle 23,30 ore locali
(meno 15) e dopo un abbondante nevicata. Una ragazza tedesca di madre
russa mi ha aiutato portandomi per mano al bus navetta dell'Aeroflot dal
terminale 1 a quello 2 dell'aeroporto di Schermetievo. E dunque a
mezzanotte e un quarto sono finito su un pulmino che si è avventurato
in mezzo alla neve in strade secondarie. All'una però ci siamo
ritrovati all'Hotel Holiday Inn. Vi era stata una incomprensione e
l'autista pensava che il nostro gruppo fosse quello destinato
all'albergo e non al terminal n 2. Si è accesa una discussione
abbastanza vivace tra i passeggeri e l'autista. Non ho capito molto se
non che si è imprecato come turchi con vari smoccolamenti di diverso
genere. Alla fine il pulmino è ripartito sempre in mezzo alla neve e
sempre in strade molto molto secondarie. Un viaggio nella steppa
innevata..... . Siamo arrivati al terminal 2 verso l'una di notte e il
Buon Dio mi ha aiutato perché una gentile signora dell'Aeroflot
addetta alla biglietteria (l'unica anima viva nel terminal addormentato)
è riuscita a trovarmi il posto in un volo strapieno. Breviter sono
arrivato a Roma alle 11 ora locale avendo viaggiato in businnes class.
[.. omissis.. ]
Bene carissima signora,
per ora non ho altro da aggiungere. Del viaggio infatti nulla le dico.
Lei può immaginare da sola.
A Kiev stavamo al caldo a meno 15 e poi a
zero gradi il giorno della partenza. E questo perché a San Pietroburgo
mi ha accolto una temperatura eccezionale anche per loro: meno 28 - meno
30. I festeggiamenti di Capodanno organizzati dal Comune nelle strade
centrali sono saltati per l'eccessivo freddo ed io per vero a momenti ci
lascio le penne quando la sera del 31 all'improvviso tutti i bar ed i
negozi hanno chiuso all'unisono alle 20. Mi sono ritrovato in una strada
dritta, larga e all'improvviso vuota senza raccapezzarmi dove fosse la
metro. Un bravo Ivan, falegname e padre di famiglia mi ha preso a ben
volere e mi ha portato alla metro quando già la mia mano destra mi
doleva parecchio. Infatti a meno trenta i guanti di lana non servono
praticamente a nulla. Ma questo è servito. Infatti ormai mi sono
affrancato dal circuito turistico. Riesco a prendere la metro da solo e
a mangiare lo sceeslik (squisito quando si è stati in giro in queste
condizioni) insieme agli operai che affollano le stazioni della metro e
che prima di tornare nelle loro case si rinfrancano con vodka e sceeslik
appunto nei chioschi riscaldati, che stanno alle uscite delle varie
fermate.
A Tcheliabisnk stavamo a meno 28, ma lì il clima è secco e
dunque il freddo si sente di meno. Il giorno della partenza poi solo a
meno sei. Praticamente una passeggiata sulla spiaggia.
La lascio dunque rinnovando i miei auguri a lei, al caro Micael ed alle
ragazze per il nuovo anno che spero pieno di traguardi raggiunti e di
soddisfazioni professionali realizzati
Un caro saluto
Emilio
Mi consenta innanzitutto di augurare a lei e alla sua famiglia un felice
anno nuovo, sia pure con qualche giorno di ritardo.
Forse lei si ricorda ancora di me; mi chiamo Giovanni, e le scrissi la
prima volta circa un anno fa a proposito della relazione che avevo avuto
con Svetlana e del fatto che questa relazione si era
improvvisamente interrotta per motivi che non riuscivo a comprendere.
Poi seguì una visita nella sua sede. In
quella occasione, lei mi incoraggiò a riconquistarla.
Ho seguito il suo consiglio e nel mese di marzo andai da lei; il mio viaggio è stato molto utile a fare capire quelle che erano le mie vere intenzioni e potere così ottenere di nuovo la sua fiducia. Il mio viaggio in Russia fu molto utile, fece ripartire la nostra corrispondenza elettronica e nel corso dell'estate del 2002 ci siamo sposati. Le telefonai durante il mese di giugno per chiedere informazioni sulle formalità burocratiche necessarie per arrivare al matrimonio. Con l'arrivo del nuovo anno mi piacerebbe fare un bilancio dei primi mesi di matrimonio.
Per quanto riguarda l'intesa personale tra me e Svetlana, questa è senza dubbio buona anche se lei ha difficoltà ad adattarsi alla nostra realtà di vita. I veri problemi riguardano l'ambito lavorativo, nonostante il suo curriculum di tutto rispetto, (è laureata in lingue e ha avuto una esperienza come interprete di italiano di quasi 2 anni) non è riuscita a trovare alcun lavoro degno di questo nome. Lei ha molta voglia di lavorare e si adatta a fare anche mestieri meno qualificati, ma purtroppo tutto quello che è riuscita a trovare sono stati un paio di impieghi di brevissima durata alle dipendenze di loschi personaggi decisi a pagare poco o addirittura nulla in cambio di molto lavoro e forse (penso) anche di qualche cosa in più..Forse pensano che trattandosi di una straniera, sono di fronte a una persona in condizioni di estremo bisogno da cui possono ottenere tutto!? Inutile dire che dopo queste esperienze la sua fiducia sul futuro lavorativo ha subito un discreto calo, e io posso capirlo, le avevo fatto molte promesse sulle grandi possibilità lavorative che avrebbe avuto in Italia ed ora io stesso stento a credere di come sia possibile tutto questo.
No, Sig.ra Elisabetta, non le sto scrivendo per ottenere tramite lei un
posto di lavoro per mia moglie, penso che sarebbe comunque impossibile a
causa della distanza che ci separa. Il motivo
della mia lettera riguarda i progetti futuri di me e mia moglie. Le
sue cattive prospettive lavorative unite al fatto che anche io non
navigo in buone acque da un punto di vista professionale (il mio lavoro
come dipendente ha subito un forte calo e la prospettiva futura è di
una probabile cessazione) hanno riportato a galla l'antico progetto di
una attività imprenditoriale orientata verso il mercato russo.
Per potere realizzare concretamente tutto questo sono necessarie varie
informazioni e poi ritengo che sia molto utile potersi confrontare con
persone che partendo da presupposti simili ai miei hanno progetti simili
o meglio ancora li hanno realizzati.
Mi riferisco a persone che hanno
una moglie russa e che hanno idee imprenditoriali rivolte a quel
mercato. Penso che la maggioranza di coloro che hanno sposato una moglie
dell'est Europa hanno in progetto di basare la loro vita in Italia
continuando a svolgere la precedente attività ma una minoranza di
persone con idee simile alle mie credo possa esistere.
Mi piacerebbe molto potermi mettere in contatto con persone che hanno
questi progetti (specialmente se vivono dalle mie parti) e le sarei
molto grato se lei me ne potesse dare notizia. Lascio a lei la scelta
delle modalità di scambio dei nominativi. Sarebbe utile sapere anche
di enti o associazioni che offrono consulenza per tali progetti.
Inoltre sono interessato ad avere notizia sulla esistenza di
associazioni o circoli che raggruppano persone russe che vivono in
Italia. Ne esistono nella mia regione?
Spero di non chiedere troppe cose e mi auguro che lei possa dare qualche
risposta ai miei quesiti.
Le rinnovo i miei complimenti per la sua agenzia molto professionale e
mi scuso per non averle mandato le foto del matrimonio, spero di farlo
presto.
Distinti saluti
Penso che la maniera più esaustiva che potremmo trovare
sarebbe la pubblicazione della Sua lettera (naturalmente
opportunamente resa anonima con opportuni tagli).
Potrei quindi successivamente metterLa in contatto con le
persone che lo richiedessero e questo non comporterebbe un
dispiego di tempo eccessivo
cari saluti
Elisabetta de Carli Maruskova
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