[attenzione: qualsiasi prezzo o qualsiasi informazione riguardo a documenti, visti, orari cui si faccia riferimento in queste lettere si riferisce alla data nella quale la lettera è stata scritta]
| indice delle altre lettere |
| dicembre |
|---|
Ho letto molto delle vostre pagine, ho letto i commenti, le interviste.
C'è una cosa che non è stata considerata, ma che è una possibile (o addirittura probabile) spiegazione del vostro successo.
Nella regione in cui vivo (Friuli), ci sono, secondo l'anagrafe regionale, 241.163 celibi e 198.851 nubili (fonte: "il Friuli" n.46 del 7 dicembre 2001. Si può consultare anche il sito ufficiale della regione).
Se si riducono proporzionalmente queste cifre (togliendo cioè, da entrambe, le persone che non possono o non vogliono cercare un rapporto di coppia) rimane il dato di fatto che circa un uomo su cinque non può comunque avere una partner.
Questo fenomeno (comune anche ad altre regioni, anzi all'Italia intera, come si può evincere dal sito ufficiale dell'Istat) è dovuto a due ragioni:
nascono più bambini che bambine e l'immigrazione è prevalentemente maschile.
Le donne sono sì la maggioranza, ma perché vivono più a lungo.
Ci sono cioè molte più anziane che anziani, ma, al contrario, molti più giovani uomini che donne.
Prima infatti che la moderna medicina facesse i suoi formidabili progressi, la parità numerica tra i sessi veniva naturalmente raggiunta proprio durante l'età fertile. Negli ultimi decenni, invece, questa parità è andata via via spostandosi in avanti: oggi dovrebbe essere tra i 35 ed i 40 anni e si allungherà ancora.
A ciò s'aggiunge, come detto, lo squilibrio generato dall'immigrazione.
In parole povere qui in Italia, nella fascia d'età tipica del matrimonio, gli uomini sono più delle donne, a differenza che in altri paesi, come quelli dell'Europa orientale.
E' nella logica dei numeri, quindi, che vi sian uomini che creano una coppia con una donna straniera, per esempio dell'est (data anche l'innegabile vicinanza culturale).
I matrimoni tra donne italiane e uomini stranieri non hanno bisogno di agenzie, perché gli incontri, favoriti dall'immigrazione prevalentemente maschile, possono avvenire spontaneamente in Italia.
Secondo me, questo è un dato di fatto da non trascurare quando ci si interroga sui matrimoni "misti" e sul ruolo delle agenzie matrimoniali in generale e della vostra in particolare.
Anzi, è un ottimo argomento per "smontare" ogni accenno polemico quando se ne parla:
se qui in Italia ci sono - statistiche alla mano, basta far lo sforzo di andarsele a leggere - più uomini che donne in età da matrimonio, perché stupirsi se nascono agenzie "internazionali"?.
La loro opera, se seria, è socialmente meritoria perché favorisce una sana osmosi tra diversi paesi, favorendo un "riequilibro". Basta considerare i fatti. Con serenità. (ed evitare sciocchezze come quella delle "7 donne per ogni uomo")
Se lo vorrete, pubblicate pure questa mail:
mi piacerebbe conoscere opinioni in merito.
Grazie e auguri!
Francesco.
Sono ancora troppo grandi e radicati i pregiudizi che ostano il nostro lavoro, gli uomini che veramente potremmo aiutare sono ancora (spero sia una questione di tempo) troppo diffidenti, io vedo che si rivolgono a noi per lo più non persone che hanno difficolta' a trovare la loro compagna, ma piuttosto persone che espressamente cercano una moglie dell'Est Europa (sia per motivi estetici, che caratteriali)
Anch'io spero che ci siano altri interventi ed opinioni, per rimuovere i pregiudizi la maniera più efficace è quella del dialogo e della conoscenza dei problemi e delle loro soluzioni
siamo sempre a Sua disposizione, cari saluti
Elisabetta de Carli Maruskova
P.S. Dimenticavo, se vedete un matto su una Opel Ascona blu pastello del 1976, che cavalca nella steppa sono io.
| © Copyleft 2000-2012 Maruska |