Pascolo della morte
Lauda della resurrezione di Lazzaro
Lauda della Passione di Cristo
Le Laudi della Resurrezione
Lauda dei due pellegrini diretti ad Emmaus
Lauda di Maddalena al sepolcro
Attore, Giovanni, Gesù, Cleofas, Maria, Luca, Maddalena, primo giudeo, Pietro, secondo giudeo, Marta, un angelo, Lazzaro, il coro, Tommaso
Laudi della Morte
Gli attori salgono sul palcoscenico, l'Attore al centro, gli altri da una parte e dall'altra a semicerchio. L'Attore ha un leggìo davanti. Dopo un cenno di saluto incomincia a recitare:
Reciteremo laudi del duecento.
Ed eccovi gli attori! Gesù, Lazzaro,
Maddalena, Maria, Tommaso, Pietro,
Marta, Giovanni, un angelo ed il coro.
Io fra gli attor non sono in argomento.
Reciterò in disparte, così, a caso
secondo quel che dicono costoro.
Vi sembrerà un po' strano. Non è vero.
Mediterò sulle sventure nostre
e cercherò d'unirle in un sincero,
appassionato dialogo con quelle
che furono di Cristo. Saran vostre
le mie parole, come i miei problemi,
parole vecchie sopra nuovi temi.
Meditiamole insieme! Sarà un bene
per gli uomini di oggi e di domani;
ci aiuteranno a vivere ed i figli
non ci malediranno d'esser vivi,
ma cresceranno forti, belli, sani,
se noi saremo stati previdenti
conoscendo i problemi decisivi
della morte per atomo o per fame.
Dico a voi tutti: All'erta! State attenti! Date retta al mio grido, alla mia voce
Se fate come adesso, sarà atroce!
pausa
Si muovon sulla terra genti immani,
come maree violente, folli, prese
da un'ansia disperata del domani.
Vogliono un mondo nuovo e sono attese
dalla morte per atomo o per fame.
Sono masse di giovani irrequieti,
svegliatisi di colpo a un cenno ignoto,
irruenti, terribili ed inquieti.
Si pongono nel centro della terra
dove fermentan forze, idee, speranze,
sogni di pace ed incubi di guerra.
Contestano decisi ciò che è vuoto
nel mondo delle idee dei loro padri,
la società inquadrata nei consumi,
l'alienazione, l'uomo solitario,
i verbalismi inutili, i partiti,
gli inquadramenti inconsci, calcolati
su astuzie, imbonimenti, mascherati
sotto un falso valor pubblicitario.
Vogliono un mondo fatto su misura
per altre idee che sentono confuse
nell'angoscia dell'oggi e del domani,
ma chiare nel pensier che la paura
è una legge passata e che l'amore
è l'unica realtà dei nostri tempi:
amore - libertà per tutti uguale,
amore - divisione di ricchezza,
amore - dignità, senso morale,
amore - volontà di discussione,
amore - garanzia di sicurezza,
amore - desiderio d'istruzione,
amore - sacrifizio - non violenza,
amore alla giustizia e lotta al male,
alla guerra, ai suoi sogni di potenza,
all'assassinio in nome del diritto
o della forza o della convenienza;
amore per un mondo liberato
dalla morte per atomo e per fame.
Ripeto a tutti: All'erta! State attenti!
Anche se sono giovani irrequieti,
son ciò che è vivo al centro della terra:
rifiutan divisioni, classi, ceti,
sanno morire e guardano la morte
con occhi duri, senza turbamenti;
fanno la storia e sono i suoi profeti.
Ed ora inizieremo con la laude
di Lazzaro risorto.
agli attori
Incominciate!
Lauda della Resurrezione di Lazzaro
lauda di anonimo del XV secolo
trasc. Tagger
Scena. L'Attore rimane al fondo davanti al suo leggìo.
MARTA
Se tu ci fossi stato, o Signor mio,
el mio fratello non sarebbe morto.
Ma so ben quel che domanderà a Dio;
certamente da lui n'arai conforto.
Egli è sì giusto, grazioso e pio,
sempre t'ha dato quel che tu gli hai porto.
GESU'
con dolcezza
Ascolta, ospita mia, quel ch'io favello: che resusciterà il tuo fratello!
MARTA
So ben che 'l dì del giudizio finale
con gli altri morti e' de' resuscitare,
quando ogni creatura razionale
nel proprio corpo debbe ritornare.
GESU'
con tono fortemente ispirato
I' son nascemento e vita
di ciascun alma dal corpo partita.
Chi spera in me e fermamente crede,
E' viverà, se fussi eziandio morto
e chi vive avendo fede,
non può morire, s'egli in me crede.
E andrà a divin porto
dove ogni ben eterno si possiede,
dov'è ogni dolcezza e ogni conforto.
E credi questo con perfetto cuore.
MARTA
con fiducia gioiosa
Io credo certo, dolce mio Signore!
Io credo che tu sia il signor giocondo,
Gesù, vero figliuolo del Dio vivo,
che sei venuto a redimere el mondo
e ciaschedun del paradiso privo.
Tu sei potente in cielo e nel profondo,
Iddio vero, eccelso e eterno e vivo.
Te laudo, te adoro, te magnico,
Onnipotente Iddio, io ti glorifico.
rivolgendosi a Maddalena
O Maddalena, mia diletta suora,
el nostro sposo Gesù Cristo
si è venuto; è il tuo maestro
e, lì stando, sì te chiama,
come quel che forte t'ama.
MADDALENA
inginocchiandosi ai piedi di Gesù
O Signor mio, se tu ci fussi stato
non sarebbe morto il mio fratello!
Quando t'ho io col cuor chiamato,
Maestro mio, immaculato agnello,
per certo a lui gli sarebbe giovato
solamente a veder tuo volto bello!
GESU'
con ansietà
Ditemi dove voi l'avete posto.
MARTA
afferrando Gesù per mano
Venite, Signor mio, il vedrete tosto!
L'Attore, sempre fermo davanti al suo leggìo, incomincia a recitare:
ATTORE
Si muovon sulla terra genti immani.
Sono masse violente, folli, prese
da orgasmo di distrugger per domani.
Non hanno una speranza. Sono attese
dalla morte per atomo o per fame.
Giacciono a terra, rovesciate, stese,
imbrattate di sangue e di catrame,
bruciate fino all'osso, giù a brandelli
la carne torturata, gli occhi spenti.
Chi credi di conoscere fra quelli?
Non chiamarli, Gesù! Sono dei morti!
Fra lor non vi saranno dei risorti!
GESU'
voltandosi verso l'Attore, con tono dolcissimo
Io sono nascemento e vita
di ciascun alma dal corpo partita.
Chi spera in me e fermamente crede,
ei viverà, se fussi eziandio morto
e chi vive avendo fede
non puo morire, s'egli in me crede.
E andrà a divin porto
dove ogni ben eterno si possiede,
dove è ogni dolcezza, ogni conforto!
Nel frattempo due uomini sollevano due assi del palcoscenico: sotto è disteso un uomo. Gesù stende la mano e con tono di autorità:
GESU'
Levate via la lapide qui presente!
MARTA
precipitandosi verso Gesù con trepidazione e paura
O dolce mio Signor, or che dirai?
Però che gli è già tanto puzzolente;
gli è quattro dì che morì oggi mai.
GESU'
con dolcezza
Tu non hai, Marta, quel che dissi a mente?
Non ti diss'io, se tu crederai,
che tu vedrai la gloria d'Iddio?
Or ritieni nella mente il parlar mio!
con intenso turbamento, alzando gli occhi al cielo
Padre mio onnipotente!
Re eterno e glorioso,
laude e grazie veramente
a te rendo virtuoso,
però che m'aie esaudito
le mie preci, o Dio Unito!
Io ben so, Padre mio!
Questo è detto pel popol qui presente
che m'hai udito, Signor mio clemente!
Un uomo intanto ha tolto lentamente il lenzuolo sull'uomo disteso. E' Lazzaro morto: è avviluppato con bende dal bacino fino al collo.
GESU'
con voce alta e ferma rivolto a Lazzaro:
Pel vero Iddio che l'universo adora,
per la sua potenza, Lazzaro, vien fuora!
Lazzaro apre gli occhi. Due uomini si precipitano su di lui e, afferrandolo per le spalle, lo mettono in piedi.
primo giudeo
sottovoce con stupore
Deh, guarda un po' come costui l'amava!
Per certo non l'arei giammai stimato!
secondo giudeo
c. s.
Costui che sordi e ratratti sanava
e che aperse gli occhi al cieco nato,
se a costui tanto amore egli portava
non poteva egli averlo liberato
dal suo male ed oprar ch'egli guarissi?
Non poteva far che non morissi?
Gli attori sciolgono Lazzaro dalle bende. Lazzaro è vestito di una lunga tunica bianca.
GESU'
a tutti
Scioglietel tosto e lasciatelo andare!
alle donne
Ponete fine a questo pianto;
or che Lazzaro voi avete,
a tutti
ciascun ritorni a suo canto,
de qui tutti voi partite!
ATTORE
guardando con meraviglia Lazzaro
Si muovon sulla terra genti immani,
animate d'amore, folli, prese
da un puro desiderio di creare
un avvenir dolcissimo, un domani
sereno, senza nubi, familiare
per sè e per tutti i popoli, che alieno
sia dall'odio, dal sangue e dalla guerra,
di fratellanza, libertà, di gioia,
identico per tutti, redenzione
da un destino di fame e distruzione.
con impeto
Si muovan queste genti generose!
Sono l'ombra di Cristo sulla terra,
han la stessa sua forza, il suo amore,
la volonta di vivere e morire
per gli altri, per redimerli, per farli
liberati fra liberi. Patire,
soccombere, risorgere, morire
di nuovo per risorgere!
con entusiasmo, a tutti
Cantate!
CORO
tutti gli attori tendono le braccia verso Gesù
Noi ti laudiamo, Gesù clemente e pio!
MARTA e MADDALENA
Grazie, rendiamo a te, Signore eterno
per l'infinita e magna virtù tua!
Laudiamo te, figliuol di Dio superno!
Benediciam la gran potenza tua!
Te adoriamo, lume sempiterno!
Noi ti glorifichiamo tutti a dua.
LAZZARO
I' rendo grazie a te, Bontà infinita,
che suscitato m'hai da morte a vita.
Benedetto sia tu, Gesù, che vieni
nel nome dell'Eterno Creatore!
CORO
Benedetto sia tu che ci sostieni!
Benedetto sia tu a tutte l'ore!
LAZZARO
O largitor di tutti quanti e' beni,
grazie ti rendo con tutto il mio cuore!
CORO
Dolce Iesù, per più consolazione
dona a tutti la tua benedizione!
GESU'
mentre gli attori abbassano le braccia e chinano il capo
Benedizione del Padre che è in cielo,
sopra di noi discenda in tutti quanti,
la qual ci doni fervente e buon zelo
a creder tutti in lui, fermi e costanti!
E che quando spogliato il mortal velo
fruir possiate il ciel con gli altri santi!
Ciascun s'ingegni d'esser fra gli eletti. Restate in pace e siate benedetti!
ATTORE
alzando le braccia al cielo, con gioia
Benedetti, sapienti e generosi
sono i figli dell'uomo. Date loro
la pace e la certezza! Sono ansiosi!
Attendono l'aurora di un futuro
aperto a tutti, libero, sicuro!
E senza i pregiudizi del passato,
gli interessi meschini, i falsi riti,
le ipocrisie, le prediche, i banali
luoghi comuni, le disuguaglianze
fra gli uomini secondo che colore
possiedon della pelle. Quando i neri
infuriano compatti contro i bianchi,
quando i gialli si sentono traditi,
o folle subumane, immense, varie
marciscono d'inedia, cosa speri,
umanita sacrilega ed ingiusta?
I giovani t'additano l'inferno
delle tue masse mute, solitarie.
Vogliono un mondo nuovo, non la frusta
che separa, che umilia, che protegge;
vogliono un mondo nuovo sulla terra,
risorto nello spirito di pace
che fu di Cristo. Vogliono una legge
che regoli per tutti le ricchezze
e gridare al sopruso dove tace
la giustizia dei padri. Se tu, o Cristo,
potessi ancor risorgere, con loro
ti sentiresti vivo, anche non visto!
ANGELO
si porta verso il pubblico, mentre gli attori escono lentamente
Voi che avete la santa storia udita di Lazzaro, di Marta e Maddalena, ciascun si degni di seguitarla in vita,
Jesù seguendo in poverta e pena,
acciò che tutti quanti alla partita
fruir possiamo quella gloria serena
dove vedremo Iddio trino e uno.
Pel quale abbi licenza ciascheduno.
esce
Lauda di anonimo del Xlll secolo.
Trasc. Tagger
Scena:. Gesù e tre apostoli, fra cui Pietro è l'unico che recita con Gesù. L'Attore è sempre dietro al suo leggìo.
GESU'
En me scandol paterite
en quista notte de presente.
Percusso, il pastor fugente
de la gregge amantenente!
La storia ti comanda di morire,
Gesù! Sei come i Kennedy, sei King,
sei una folla. Il sangue non si paga.
è senza prezzo. Vale, quanto vale
l'umanita. Lo sai, non puoi pesarla!
E' cieca, assurda, delirante; vaga
travolta da se stessa e nel suo male
non sa dove dirigersi. Menarla
dentro un ovile è stupido. Hai provato.
Eppur vicino a te, anche se pare
dura e violenta, pensa e ti consola.
Sei stato ucciso! Vieni! Sei amore,
adesso che sei ombra! Sei amore,
adesso che sei morto! Sulle membra
hai un segno inconfondibile, preciso.
Sei Kennedy, sei King, sei stato ucciso!
E quanti come te! Sono la folla
degli uomini che soffron dei soprusi,
delle angherie, delle viltà, del sangue,
degli incubi dell'atomo; la folla
della fame, la folla solitaria,
la folla senza speme, triste, esangue,
la folla di color che sono chiusi
al bello, alla pietà, all'avvenire,
che sanno ormai soltanto di morire.
E sulla soglia della morte, ascolta
Son Kennedy, son King, sono una folla
Ho cantato così l'ultima volta.
Mi son coperto,
pascolo della morte,
mi hai scoperto,
pascolo della morte,
mi sono aperto,
pascolo della morte!
Ho combattuto,
pascolo della morte,
ed ho lottato,
pascolo della morte,
ed ho cantato,
pascolo della morte,
con la speranza,
pascolo della morte,
che non venissi.
Tu sei venuto,
pascolo della morte,
ed hai mietuto,
pascolo della morte,
mentre io, ignorante,
pascolo della morte,
non ho capito,
pascolo della morte,
che sei importante,
pascolo della morte,
quanto la vita.
Come lei, sei,
pascolo della morte,
realtà infinita,
pascolo della morte,
miscuglio uguale,
pascolo della morte,
di bene e male,
pascolo della morte,
com'è la vita!
PIETRO
si inginocchia ai piedi di Gesù e recita tutto confuso
Se scandalo di te qualcun prendesse,
Signore, io non sarà mai d'esse.
Maestro mio, so aparechiato
a morte e a carcer venir teco,
seguirti en omne lato,
sì com'io el dissi ed anco el dico.
GESU'
con dolcezza
Nante che il gallo aggia cantato
tre fiade almeno m'averai negato.
Semon dorme! Lieva sune
non può meco ora vegghiare!
Alquanto starte ad orazione,
gia vederete me pigliare.
Or ve dormite e reposate
desfin ch'io vo ad orare al Pate.
ATTORE
Profumo di preghiera! Sei tu solo
nell'orto di Getzemani a pregare!
I tuoi seguaci dormono. Un deserto
d'altissimo silenzio nella notte
disseminata d'ombre e di sospetti
tristi, angosciosi, ti preannunzia morte.
Nel cielo azzurro cupo stelle a frotte,
a gruppi sparsi; gli astri più leggeri
si muovon lentamente fra di loro.
Intorno ulivi, ulivi dai contorti
rami, simili a braccia urlanti, in coro,
di un trapassato popolo di morti.
GESU'
Non potete vegghiar meco
solamente orando un'ora?
Dure novelle v'arieco;
ch'el mio sudor per la paura
è convertito en sangue vero
per l'agonia del pensiero.
ATTORE
Perche questo supplizio? Sei l'agnello
Sai che sarai percosso, sputacchiato,
flagellato e sbranato dagli artigli;
oppresso sotto il peso della croce
e sopra un legno che sarai inchiodato.
Eppure devi vincer la paura!
Cristo, te lo chiediamo, anche se è atroce!
GESU'
Si può esser, Padre mio,
ch'isto calice non beia?
Caramente pregot'io
ch'ista morte mo non sia!
Spirto è pronto ad obedire,
ma la carne el vol fogire! pausa
Non secondo el mio volere,
ma secondo el tuo sia fatto!
Aparechiato so' a morire,
che il peccato sia desfatto;
a ciò nel mondo me mandaste
per la salute ch'ordinaste.
En nel mondo m'haie mandato
Padre mio, per ubedire.
A quisto ponto sie pregato,
da ch'io degio pur morire
ch'el tuo figliuol non abandona
fra tanta acerba passione!
con affanno, tendendo le braccia verso un lato, quasi ad allontanare qualcuno
Ecco Giuda che s'appressa
con gran gente a me tradire!
agli apostoli, svegliandoli
Levate su, mo gir ver essa,
che non sia segno del fugire.
alzandosi ed uscendo di scena con gli apostoli
Nella fede state forte
perche vediate me a la morte!
ATTORE
La storia ti comanda di morire,
Gesù! Sei come i Kennedy, sei King.
Per noi sei nato quando nella morte
tutto per te sembrava perso e spento.
Per noi la croce è stata la tua culla,
e non il segno dell'annientamento
o il legno che ha deciso la tua sorte.
In lei, morendo, esalti il nostro nulla
Scena. Tre donne salgono sul palcoscenico. Sono Maria, Maddalena e Marta. Maddalena e Marta sostengono e conducono avanti Maria lentamente. L'Attore, sempre davanti al suo leggio, inizia a recitare:
ATTORE
Ecco, madre di Cristo, come tante
in questo mondo scosso da tempeste
che sorgono dovunque, da bufere
micidiali, tremende! Altrove feste,
orgie, disinteresse. Altrove vanto
d'essere vivi e di godere in pace
gli squallidi vantaggi del benessere
Senza pietà l'umanita ti guarda
nel sereno covile ben pagato
dal sudore degli altri. C'è interesse
a guardarti?Forse uno, uno soltanto:
Misurarti le lacrime ed il pianto!
Sei senza figlio, abbandonata, muta,
in lacrime. Che conta? L'importante
e che sia tu, fantasma, nel patire,
non la parte di lor che ti rifiuta.
Madre di Cristo, piangi, come tante!
MARTA E MADDALENA
sottovoce, con intensa emozione
El tuo figliol è menato,
donna, sul monte Calvario;
co la croce è legato.
La gente par che voglia sia crucificato.
Li giudei lo menaro.
Et lui andavasi volvendo
se ti vedesse, o Maria,
che volentieri t'avaria
a Giovanni acomandata.
MARIA
con tono disperato, struggente
O sorelle, per pietade
venite, m'accompagnate,
merciè, non m'abandonate,
ch'io non saccio che mi fare!
Andiamo a monte Calvario
et ine muora Maria!
Trista me, anzi ch'i' sia
de la morte si robbata!
O figliuolo de la trista, figliuolo,
chi mi t'ha tolto di me desolata?
Et so ferito a morte, figliuolo,
et del tuo sangue è la croce bagnata!
Trascurata Maria, figliuolo,
che tu se' morto, et io muoio, figliuolo!
Tucto se' infranto da le scuriate
sì duramente, amor, fusti bactuto,
et sì ti diero crudeli gotate
et tucto il viso t'empiero de sputo!
Or fussi suta cum teco legata
con quelle funi stretta a la colonna,
perché m'avessero tanto flagellata
che ogni uom dicesse: Morta è quella donna!
Era Madonna chiamata, figliuolo,
ed or Maria, la trista, figliuolo!
ATTORE
sottovoce
Ecco, Maria! Anche per te la croce
pesante sulle spalle. Tienla forte!
Migliaia d'altre madri in te la voce
risentono dei fgli e della morte.
Ricordi del passato. Era bambino;
L'han preso per i piedi e l'han sbattuto
contro una pietra. Od era già piu grande;
insieme ad altri, come un gregge muto,
per mano, in processione, come a un culto,
l'hanno gasato. Oppur era già adulto;
ti camminava accanto; poi l'hai perso
e prima di morir non l'hai piu visto;
forse di schiena in mezzo ad altre schiene;
hai pensato al Calvario, a lui, a Cristo.
Il cielo su di te era freddo e terso.
MARIA
Trista, io sola gridava:
" Ohimè, gente despietata"
Al mieo figliuolo resguardava,
perche m'haie sì abandonata?
Con gran dolor ti chiamo, figliuolo,
e tu non rispondi alla trista, figliuolo,
piu ritta star non posso, figliuolo.
Pietose genti, con me piangete
che ogni amico se n'è andato via,
e sì vi prego, se far lo volete,
che soccoriate la trista Maria.
ATTORE
sottovoce
Madre infelice, avvinta ad una sorte
di crudeltà spietate, di sterminio,
il breve tratto prima della morte
l'hai percorso così, con gli occhi aperti
sul cranio spappolato di tuo figlio.
Non è che camminassi; camminavi
in mezzo a tanti piedi infermi, incerti.
Non è che ricordassi; ricordavi
quella sua testa tenera, rotonda
da godere a tenerla fra le mani.
Poi, come mai?, dalla sua curva bionda
sprizzarono zampilli rossi, strani.
E ridevi! Che scherzi fanno i sogni!
Non è che camminassi; camminavi...
Non è che ricordassi; ricordavi...
MARIA
a Marta e Maddalena
O sorelle della scura,
or me date un manto nero
a quello che giamaio non cura
de bel drappo né de velo,
poi ch'io so abandonata
e dello mio figliuol robbata.
Oggi dì de vedovanza,
pieno de pena e de dolore!
Morta è la nostra speranza,
Cristo nostro Salvatore!
Donne, che vedove andate,
trate a veder Maria scurata!
Figlio, che faccio?
Per lo tuo amor tutta mi sfaccio.
Figlio, la morte è dolorosa
a la persona tua preziosa!
O mio bel figlio, chi t'ha conquiso?
Senza cagione sei morto e priso.
Figlio mio prezioso,
veggoti in croce sì angoscioso!
Figlio di core, tanto i' t'amava
quando allo viso tuo risguardava,
la tua bellezza mi saziava.
Polché sei morto, viver non voglio;
veggoti, morto, così me ne doglio,
su de la croce mi ti ritoglio.
Tua morte, o figlio, quanto mi dole:
non basto a dirlo, o dolce mia prole!
Figlio, tua morte m'è dolorosa;
tu mi dicevi: O preziosa
madre mia, tu sei cara, mia rosa!
ATTORE
con voce forte
Madre di Cristo, piangi, come tante!
Ne ho viste donne piangere. Mai prima
tante così Mai, mai! Mai come quante
ne ho viste in questi ultimi decenni!
Io vedo ciò che accade ed è accaduto;
di fronte a me si snodano i millenni.
Ma donne sole, in pianto, in folle, muto
dolor per sposi, padri, figli uccisi
nessun'età mai ne produsse tante!
Passi fra lor, le vedi e non le scordi.
Son donne che trascinano ricordi,
tormenti mai sopiti, ed improvvisi
turbamenti, rimpianti ed amarezze:
sono donne che vivono coi morti!
Di fronte ai loro volti fermi, assorti
stan ore e ore a rimirarli, giorni
a passar sull'immagini carezze
di dita stanche ed evocar ritorni
irreali, impossibili. Di notte
dipanano fantasmi e si dipingon
la vita immaginandola diversa,
come sarebbe stata e in mente fingon
che sia la vera. Quando poi dispersa
l'onda del sogno, la realtà le stringe,
imprecan d'esser nate maledette,
donne dal seme sterile, perduto
per l'odio, per la guerra, per la pazza
corsa a morir. Madre di Cristo, dette
non sono ancora l'ultime parole.
Altro sangue ci attende. Son venuto
per te, per tutte. A dirlo. E me ne duole!
Le tre donne escono lentamente dalla scena
Lauda della passione di Cristo
Scena. Entra il coro che si pone di fronte all'Attore, sempre fermo davanti al suo leggìo. Uno del coro si alza in piedi e recita:
UNO
Levate gli occhi e resguardate!
Morto è Cristo oggi per noie.
Le mani e i piedi chiavate,
aperto e' lato. O triste noie!
Piangiamo e famo lamento
e narriamo del suo tormento!
ATTORE
sottovoce
Meditazione sopra la sua morte!
CORO
Meditazione sopra la sua morte!
ATTORE
Meditazione sopra i suoi dolori!
CORO
Meditazione sopra i suoi dolori!
ATTORE
Meditazione sopra quella sorte
che lo portò al patibolo e agli allori!
CORO
Meditazione sopra quella sorte
che lo portò al patibolo e agli allori!
ATTORE
Meditazione, semplice parola,
legata al tuo ricordo, alla tua vita
vissuta in umiltà, silenzio, sola,
con risonanza storica infinita.
Meditazione sopra il pane, pura,
sublime, indefinibile, beata
meditazione ascetica, figura
di nostra morte certa, preannunziata
nella speranza che non sia la fine.
Meditazione sopra l'acqua e il vino,
figurazioni ignote, ma vicine
a questa terra, all'uomo e al suo destino.
Meditazione su di te che fosti
uomo di sofferenza, di dolore,
agnello mansueto dai nascosti
misteri offerti a tutti per amore
Meditazione sopra la tua morte!
CORO
Meditazione sopra la tua morte!
ATTORE
Meditazione sopra il tuo dolore!
CORO
Meditazione sopra il tuo dolore!
I personaggi del coro si dividono in due parti:
I° CORO con voce sommessa
Sempre piangere e dolere
devemo Cristo salvatore,
nè maio poso non avere
perfim che lo sentien el core,
così aliso e'msanguenato
puoi em croce fragellato!
ATTORE
Gesù, il tuo corpo appeso sulla croce
è una carta geografica di sangue.
Ogni tua piaga è un nome, un nome atroce
che ricorda qualcuno. Non l'invento.
Là vedo scritto: Cecoslovacchia!
Là, Biafra! Là, Vietnam! Più oltre Cina!
E in quella piaga immensa cento e cento
nomi diversi: America Latina!
Nomi crudeli che offrono alla mia
meditazione oggetto di spavento.
II° CORO c. s.
Quale è el cuor che non piangesse
de veder più Cristo orare,
de sangue le giocule spesse
fino a terra tramandare
de l'acerba passione
che ricerca senza cagione?.
ATTORE
Nella carta geografica di sangue
del tuo corpo appeso sulla croce
soffrono i popoli. Guardali! E' atroce!
Nel Biafra fame e morte. Nel recinto
di pochi chilometri quadrati
un gregge.immenso di persone, spinto
nelle cupe foreste tropicali,
s'aggira in preda ai morsi della fame;
uomini e donne corrono braccati
da un posto all'altro; sembrano animali
che odorano l'agguato. Ed alla fine,
falciati da una scarica di mitra,
vanno a morire là sopra il confine.
Giorno per giorno moriranno tutti.
Chiedevan d'esser liberi; nel nome
d'un'altra liberta sono distrutti.
MADDALENA
Puoi che Cristo aver legato
comenzarlo a tormentare
nello volto li fo sputato
e già non se potea nectare
quelle carni pretiose
de li sputi obbrubriose.
ATTORE
Ti vedo, o Cina, come lui, legata
ad un giudizio unanime, preciso:
sei coperta di sputi, tormentata,
dipinta come il popolo piu inviso.
Se penso dove mai di un'altra guerra
fra lo sfrecciar di missili e d'atomiche
si formerà sopra le genti ansiose
la melma orribile di sangue e terra,
penso a te, o Cina, con disperazione.
Lo so che fai paura. Sei la prima
fra i popoli e le razze numerose.
Ma una condanna nata dal terrore
è solo una folle e sterile passione.
Consolati! Fra noi c'è chi ti stima,
chi avverte inconsciamente il tuo valore.
E' l'uomo nuovo, il giovane che spia
che cosa stai facendo o pensi o aspiri.
La tua bandiera è insieme una speranza
ed un mistero. La rivoluzione
delle tue masse è a un bivio. Quale via
ci stai indicando, pace od odio a oltranza?
Sopporta l'ostracismo, l'odio! Aspetta
Tu sarai grande, o Cina, se in attesa
rinunzierai alla via della vendetta.
MARTA
Mentre per la via il menaro
non finar dargli tormento,
tutto sì lo insanguinaro
e questo era a lor piacimento
e così tucto insanguinato
menarlo davanti a Pilato.
ATTORE
Quando l'umanita con occhi buoni
ti guarda moribondo sulla croce
e sente il tuo sussurro: " O Padre mio,
perché, perché mi lasci e m'abbandoni?",
ricorda che tu stesso un dì la voce
alzasti sulla folla a dir: " Beato
chi soffre per amore di giustizia
e per la libertà è persegultato".
E' il caso della Grecia che fu un tempo
culla in Atene di democrazia.
Ora su lei è scesa la mestizia
lugubre e fredda della tirannia
e nella sonnolenta moltitudine
v'e una disperazione senza fondo.
Se soffrir per giustizia è beatitudtne,
essa e di un altro, non di questo mondo.
PIETRO
E Pilato encontenente
a una colonna el feo legare;
frustar lo fece duramente,
fine a terra el sangue mandare
alli piu crudel serventi
che fosse fra tucta la lor gente
Puoi che l'aver flagellato
de purporo el fier vestlre.
ATTORE
America latina, ho visto cento
e cento volte il nome tuo confitto
nelle piaghe di Cristo. Che spavento!
Corron sulla sua terra insieme, unite,
fame, paura, sangue. Vedo ritto
sopra i tuoi monti, fra le tue foreste,
i lunghi fiumi e le pianure immense
di spalle, un uomo dalla schiena forte;
gli pulsa sopra il collo quella vena
che batte con il cuore: ha dita corte
che tiene dietro unite. Quando appena
cerchi di dargli un nome, pensi: E' morte!
America latina, attenta! E' vero!
La morte ti sta a fianco. E' lì vicina
fra le tue genti misere, affamate.
Mi sembra di vederla e, se non sai
scoprirla alla tua vista, è perché, china
troppo su te, non vedi. Orsù, indovina
il segno dei tuoi tempi. Sii piu umana
verso i tuoi figli. Sentiti cristiana
MADDALENA
E de spine facta una corona
che ti fa 'l capo tucto insanguinare.
Oimé lassa, che non c'e persona
che per pietade te la venga a trare!
Et le tue sancte mani sono tucte squarciate,
con tali aguti te le conficcaro,
e so le braccia tucte disnodate;
oh dolorosamente le tiraro,
quando ti spogliaro innudo,
tucto parevi pur sangue!
ATTORE
Nella carta geografica di sangue
che è quanto resta del tuo corpo in croce,
qualcuno che tu sai, son anni!, langue
nel folle abbraccio di una guerra atroce:
E' il popolo del Vietnam, quella fascia
di terra montagnosa, aperta al mare,
dicono bella, piena di colori,
in questi anni orrenda. La conosci?
Che dici delle stragi, degli orrori,
degli orfani, dei vecchi, dei feriti?
Che dici tu che hai speso per amare
tutta la vita? Sembrerà un po' strano
interrogarti così, se in te il dolore
porti di tutti. Ma è talmente atroce
veder la sofferenza che la voce
vorrei che alzassi forte ed imperiosa,
urlando: Basta! Forse dalla croce
t'ascolterebbe il vinto, il vincitore,
il cristiano, il buddista. Oh quale cosa
dobbiamo fare perché ritorni pace
in quel paese, terra montagnosa,
aperta al mare, piena di colore?
Non sa nemmeno Cristo; soffre e tace!
GIOVANNI
Gridando lo popolo a remore:
" Sia vaccio crocifisso el latro!
Barabam, el traditore
prima de lui sia lassato! "
Fuor del palazzo lo fer trarre,
pusergli in collo una croce.
Racto a spatacte fo menato
al luocho laove dovea morire.
En volto li fo sputato
la barba el capo gli fier carpire;
qual ver lui si voltava,
I'altro una guanciata i dava.
ATTORE
Nella carta geografica di sangue
altre piaghe si aggiungono e la croce
le tiene unite nel tuo corpo esangue.
Diciamo forte: Cecoslovacchia!
Nel cuore dell'Europa c'è una via
da Mosca a Praga; prima le parole,
poi i carri armati e dietro ai carri atroce
per te la morte, Cecoslovacchia!
La morte delle idee, della speranza,
la morte che comanda ciò che vuole,
la morte che ti toglie l'illusione
di vivere nel modo che ti pare,
che oppone la sua forza alla ragione,
che ti prescrive ciò che devi fare;
la morte che ti frustra, che t'umilia,
la morte del tuo libero pensiero,
della tua vita, quella che cercavi
con studio appassionato, ma sincero.
E ti sei scossa all'alba, un corpo solo,
furente, disarmata; essere inerme,
com'hai voluto, è stata la tua gloria.
T'abbiamo visto in piedi con le ferme
bandiere strette in mano e la vittoria
è stata tua per noi, per il futuro.
Ci hai dato una lezione; cio che vale
è il rifiuto alla forza ed il coraggio
di non usarla mai. Questa è la via
che ci hai indicato, Cecoslovacchia!
pausa
Nel cuore dell'Europa in centro a Praga
un giovane s'è ucciso con il fuoco.
Aveva un volto semplice, pulito.
Tutti sappiamo quale fu il suo scopo.
Dire: Così la libertà si paga,
semplicemente, nell'estremo rito
d'un olocausto. Ci vuol molta fede.
Ma se alla libertà do le mie ceneri,
chi la calpesta ritrarrà il suo piede.
MARIA
Dinnanzi a quella lancia fussi suta
che ti passò el costato et gi al core,
perché cotal ferita avessi avuta,
che mi facesse morir per amore
et li tuoi sancti piedi conficcaro
dandovi del martel con gran percossa
et sì che le man ti schiantaro,
tanto ti trasser giù a sì gran possa
e tucte l'ossa si schiavar, figliuolo.
Veggio 'l tuo capo tracollare
et non a duo' s'appoggi in verun lato
e tucto el sangue tuo veggìo versare
di ciaschuna ferita del costato .
La tua belleza tuct'e andata via!
Con gran dolore ti chiamo
e tu non rispondi alla trista;
più ritta star non posso,
sì m'ha costretta il dolore.
Cade in ginocchio
Dolce figliuol delicato,
ti vedo star doloroso
cogli aguti stai inchiodato,
trista col mio cor doglioso
anzi che desta viva passi
dimmi, figliuol, a chi mi lassi?
VOCE DI GESU'
Dolce madre, per mio amore
non pianger, non far lamento!
Alla carne ho dolore,
I'anima non ha tormento.
Madre mia, io te consiglio
Giovanni come tuo figlio.
a Giovanni
Giovanni, caro mio frate,
or ti sia raccomandato
ch'io ti lasso la mia madre,
quella ch'io ho tanto amato.
Per mio amor non la lassare
infin ch'a lei devo tornare!
ATTORE
Spettacolo di un uomo insanguinato!
Spettacolo di popoli distrutti!
Spettacol di una terra silenziosa
vuota di noi, mai più, com'era allora
quando si spense; ed era stella. "Ammazza! "
è sempre stato il nostro grido. "Ammazza! "
L'umanità non è guarita ancora.
Così successe a Cristo, alla sua razza,
così domani a tutti. Spettro infame,
visione di terror, d'avvilimento
nell'incubo di giorni, notti e mesi.
Vogliamo un mondo nuovo e siamo attesi
dalla morte per atomo o per fame!
CORO
Dalla morte per atomo o per fame!
ATTORE
Gli istinti piu perversi son rimasti
nel fondo della mente, quale tana
che racchiude serpenti, quale grotta
di iene, di sciacalli. E' stata vana
la tua presenza, I'atto, la parola
che hai detto per la pace. Vedi? E' rotta,
distrutta, calpestata. Guarda! E' sola!
Se gli uomini di un tempo erano guasti,
quelli di adesso sono in tutto uguali;
uguali nella smania di potere,
nei ricatti, nel gioco della forza,
oggi con bombe al posto di coltelli.
La pace non è frutto di un amore
che ci leghi tra noi, come fratelli;
la pace è un equilibrio di potenza,
la corsa a prevenire la paura
di non essere forti, la coscienza
di ritorcere sempre. Ecco la dura
legge dei nostri popoli. "Sia pace! "
dicono sempre: "Pace! " tutti i giorni,
poi s'armano d'atomiche e di razzi.
Se questi partiranno e dentro ai forni
degli atomi dispersi brucieremo,
fumante questa terra nello spazio
continuerà a girare. Noi saremo
la sua cenere fertile! E tu, o Cristo,
a nulla sei servito! Se ci hai dato
parole di bontà, restiamo un misto
di crudeltà, sadismo e ipocrisia.
E' vano! L'uom non muta! E' una follia
CORO
E' vano! L'uom non muta! E' una follia!
Laudi della Resurrezione
L'Attore si porta lentamente dietro al suo leggìo con atteggiamento assorto. Dopo una lunga pausa inizia a recitare:
ATTORE
Ed ora finiremo con le laudi
di Cristo ch'è risorto, vere lodi
alla vita angosciosa della morte.
Io inizierò per primo.
con tono forte
Gesù, m'odi!
pausa
Per te si canta insieme vita e morte.
Per te non vi è sepolcro, pianti, lutti.
Per te v'è gaudio! Allor che le risorte
membra distrutte, vinte, martoriate
ripresero la vita, tu cambiasti
l'ansia e l'angoscia in plauso. Certo tutti
vorrebbero che fossero mutate
le sorti della vita ed i nefasti
istanti della morte. Solo bende,
svuotate del tuo corpo insanguinato,
rimasero di te. Non ci difende
la tua resurrezione. Ci confonde,
ci umilia nella storica certezza
che sei diverso, un altro. Quando l'onde
del mare si susseguono alla riva,
I'una conosce l'altra. La dolcezza
è nella somiglianza..Essere uguali
ci consola, ci unisce. Eppur t'amiamo,
come se il cielo aperto sul tuo capo,
ci avesse veramente avvicinato
al mistero dell'uomo. Ora attendiamo
altre resurrezioni, quelle umane
nei pensieri, nei fatti.
con forza
L'hai voluto
soffrendo in morte e risorgendo a vita!
pausa
Le tue generaziori son fedeli.
implorante
Aiutale! Consolale! E' infinita
la pena che si danno per unirsi
nel nome di cristiano. E sono molte.'
Sono deboli, divise, son contorte
ti sembrano sicure e sono stolte,
spartiscono fra loro le tue membra,
quelle mortali, non quelle risorte
pausa
E poi c'è un gregge immenso che ti sfugge,
l'umanità nell'uomo della strada
che passa senza gloria, che si strugge
d' essere nulla e che dovunque vada
è un'anonima copia di milioni
e milioni di simili; a costui
non servono speranze o conoscenza
dell aldilà, ma fatti vivi, attuali,
perché si sente un numero nel gioco,
perché si sente vano fra banali
azioni di ogni giorno. Dagli vita!
con entusiasmo
La vita è tutto, tutto! E' la richiesta
di un mondo sconosciuto, di fiumane
di gente d'ogni età, d'ogni colore
che passano compatte, senza posa,
composte, solitarie nella mesta
realtà di tutti i giorni, senza amore,
senza speranza d'essere qualcosa,
senza difesa contro chi le guida,
lasciate al caso, al cieco combinarsi
di forze incontrollate, tristi oggetti
usati come numero per sfida.
Sarebbe entusiasmante in te trovarsi
diversi, sublimati ed esser uno
come sei tu! Se puoi, risorgi ancora
in noi, così! Ti sentirai piu amato
e crederanno in te tutte le genti
che premono alla porta; come allora,
ti torneranno intorno, le sementi
cospargerai d'un tempo. L'uomo t'ama!
pausa
Gli attori canteranno queste laudi
sì come un tempo furono cantate
secoli or sono in pieno medioevo,
anche se sono gente del duemila
e preme in lor l'angoscia di una fila
di pensieri, di dubbi di millenni.
Non ha importanza! Val la commozione
provata per Gesù
con un gesto di invito
Via, incominciate!
Lauda dei due pellegrini diretti ad Emmaus
Lauda di un anonimo del XV secolo
Trasc. Tagger
Salgono sul palcoscenico due uomini, vestiti da pellegrini; si siedono per terra o su due sgabelli e mimano gli atti di mangiare del pane e di bere dalle loro borraccie.
ATTORE
Costoro sono Cleofas e Luca.
Percorrono la strada che congiunge
Geruselemme ad Emmaus. D'intorno
segni di carri, pietre e qualche buca.
E' il tramonto. Laggiù fra colli e monti
il sole è già scomparso, l'aria punge
Son tristi, incerti sulla loro sorte;
si scambiano con ansia quei racconi
che corrono su Cristo e la sua morte .
CLEOFAS
con tormento
Gravato sono da tanto dolore
e con parole non potrei narrare,
avendo visto in croce il mio Signore
aspri e duri tormenti sopportare.
ATTORE
Sospirano fra loro e con la mente
"Con noi, Gesù " ripetono "rimanil"
E' una sera di sole gia al tramonto;
la luce è encora vivida e ponente,
scherza fra foglia e foglia, è. un bel racconto
questo della natura. Tristemente:
"Con noi, Gesu" ripetono "rimani! "
LUCA
con tormento
Et io son tanto angustiato
e quasi tutto privo di mia mente.
Ancor non veggo sia resuscitato,
com'ei predisse manifestamente.
CLEOFAS
con entusiasmo
A nostre donne presso al
monumento gli angeli hanno la sua gloria nunziato!
ATTORE
Chi sa che sei risorto.? Ancor nessuno
fra i tuoi seguaci. Forse qualcheduno
suppone che tu torni. Ma è sincera
questa speranza, oppur nel dubbio muore
della tua stessa morte, sulla croce,
fra tante cose perse, ricordate
con amarezza e con rimpianto atroce?
LUCA
con decisione
Se tu vuo' ti dica quel ch'i' sento,
creder a donne io non son inclinato.
L'occhio di pianto bagnato, mal vede
e ciò che mente pensa, veder crede.
ATTORE
con dolce ironia
Lo so. Le donne han visto segni strani
intorno al suo sepolcro freddo, muto.
Prima hanno avuto un senso di paura.
Dopo non più. Gesù, riconosciuto,
ha parlato con loro. La figura
era quella di un tempo; nell'attesa
in nulla era cambiata, quasi resa
più bella dalla morte, e luminosa
CLEOFAS
Come tu di' non si de' facilmente
credere a donne di poco cervello
Se 1' fusse resuscitato veramente;
sarebbe gia apparso a questo e a quello.
Andiam pur seguitando a ragionare
dal nostro buon maestro e precettore.
E sara meglio alquanto qui posare
che grande angustia ancor io sento al core.
ATTORE
con grande tristezza
Con noi, Gesù, rimani; si fa sera!
Tu sei nell'aria immobile un'arcana
presenza consapevole, leggera
-dicono senza dirlo i pellegrini-
sospesa tra la terra e l'infinito.
Sentendoti così ti son vicini.
E' una presenza dolce, consolante,
che dà coraggio, forza, anche se oltre
ai limiti segnati dalla vita.
Ritornerai, può darsi. Nella coltre
di nuvole vaganti, vaporose.
forse sei gia presente e se ti chiedo
qualcosa che mi turba, che non vedo,
rispondi: "Lo vedrai! ". Son nebulose
le cose finché vivi. Attendi, spera!
Vi sono mondi nuovi oltre la terra.
Con noi, Gesu rimani; si fa sera!
LUCA
Deh, aspettiamo un po' quel pellegrino
che allo andar mi par un uom divino
Entra dal fondo Gesù: i due attori non lo riconoscono
GESU'
Salute e pace nei cor vostri sia!
Quai son vostri sermon per questa via
che parete sì tristi e conturbati?
CLEOFAS
sbalordito
Sei tu di Jerusalem sol peregrino
che tu non sappi quel che v'è accaduto?
Di quell'uom santo e divino,
piagato e posto in croce dura e forte?
Così passò dalla vita presente!
Predisse a noi, inanzi alla partita
che starebbe tre dì nel monumento;
dl poi da morte tornerebbe a vita
per far ciascun di noi lieto e contento.
La terza luce e notte è gia fornita
ch'ei morì in croce con tanto tormento
e non veggiam che sia resuscitato;
e però il nostro core è perturbato.
ATTORE
Gesù, con noi rimani, è quasi sera,
un manto grigio che si fa più denso
da un' ora all'altra... Perché mai ti penso?
Gesu, perché ti chiamo? Là s'annera
la curva della terra, più leggera
d'intorno si fa l'aria, un buio immenso
si stende sulle cose insieme a un senso
di quiete indifferente. E' pace vera!
Gesu, con noi rimani, si fa sera!
pausa
Serenamente penso all'ora estrema
che precede la morte: si volta verso Gesù implo-
rante
implorerò "fa sì ch'io non la tema! "
Come si stanca dopo un po' chi rema,
rallenterà i suoi battiti il mio cuore
nel modo indubitato che è il migliore
fra tutti di morir allor che scema
con sicurezza placida e leggera
la forza della vita. Orsù rimani
Gesù, con noi, per sempre! Si fa sera!
GESU'
O stolti o tardi al creder di buon cuore
a quel ch'han detto i nostri gran profeti!
Dopo la piova di tempeste e venti
viene il sereno e tutto è chiaro.
Pace s'acquista dopo gran tormenti;
così predetto fu del nostro Cristo.
Dover, con pene, far di gloria acquisto.
ATTORE
Melanconia di cose mai vedute,
melanconia di cose che non sono,
melanconia di cose che verranno. Dammi la tua fede!
L'attendo con angoscia d'anno in anno.
In pace muore l'uomo che ti crede.
GESU'
Chi ha lume di fede in suo intelletto
e le scritture sacre va cercando,
vede questo di Cristo esser predetto
e nella fede si va roborando.
Se gia tre giorni a morte e' fu dannato,
bisogna dir che sia resuscitato.
ATTORE
con tristezza
Sopra di noi vi sono cieli aperti,
smisurati, infiniti; sono gai
di luci, di color; odo concerti
di musiche armoniose. Chissà mai!
In questi cieli attendo di vederti!
Intanto Gesù divide un pane in tre parti e ne porge due ai discepoli.
CLEOFAS
con meraviglia
Certo che gli è il Signor, nostro padrone
che, suscitato, è voluto venire
a consolare la nostra afflitta mente.
Oh, com'ei s'è partito prestamente!
LUCA
con disperazione
O Signor mio, dove sei tu ito?
A Cleofas
Torniam a frati nostri prestamente
per far loro le menti chiare e sicure.
CLEOFAS
alzandosi velocemente
Andiam ch'io son contento certamente
tratto di tante angustie, pene e cure.
LUCA
con gioia, avviandosi fuori scena
Or non era il nostro cor tutto ardente
quando Cristo esponeva le scritture?
CLEOFAS
Tu dì ben ver, chè con sua voce viva
i sacri detti molto ben apriva!
Escono rapidamente di scena.
Lauda di Maddalena al Sepolcro
Dopo qualche istante entra in scena Maddalena Ha un atteggiamento di grande sconforto; viene avanti lentamente; giunta al centro della scena si inginocchia e rimane immoblle con lo sguardo fisso a terra.
ATTORE
si avvicina a Maddalena e le parla con grande dolcezza
Maddalena, l'hai visto là sul legno
per ore e ore. Arimatea l'ha tolto.
Non hai voluto andare per ritegno.
Solo più tardi quando già era avvolto
ed anche allora ti sei messa a parte.
Ma qui al sepolcro, certa d'esser sola,
sei la prima ch'è accorsa alla sua salma.
E' logico, normale in vita e in arte.
Lo vedi nella mente, la parola
risenti: "Maddalena! ", quando calma,
soffusa di dolcezza, a te, protesa
ai piedi, sussurrò. Non disperarti!
Anche se è morto, vive; è nella pace
degli angeli, di Dio e dei suoi santi;
ascende dove è sceso, non può amarti
come t'ha amato un giorno; è in mezzo ai canti.
con improvvisa agitazione
Non sei convinta? Sento il tuo pensiero.
Sei presa dall angoscia. Pensi: Dopo
non vi è che il nulla e interroghi la morte.
Se dai la pace, dimmi, quale pace?
con tono cupo, voltando le spalle a Maddalena
La pace che sarà quando, confusa,
sarò pur io sulle tue soglie, o morte,
e la mia vita inutile, conclusa,
maledirà, imprecando, quella sorte
che la destina al nulla? Disillusa,
io griderò con lei ancor più forte.
voltandosi di scatto verso Maddalena, con vivacità
Bestemmi, Maddalena! Attendi l'alba.
Può darsi che ti arrechi buone nuove.
Effondi il tuo dolor in questa scialba
luce che spunta, forse qualche cosa
alle spalle degli uomini si muove.
MADDALENA
con infinita tristezza
Dolce Maestro, vita del mio cuore,
tranquilla pace e suave conforto,
vivere non posso senza te, Signore,
e trovar ti vorrei, o vivo o morto.
Gesù appare al fondo della scena:
GESU'
Donna, ché piangi con tanto dolore
e sei così afflitta quà nell'orto?
MADDALENA
Piango che 'l mio Signor è stato tolto
da poi ch'in questo luogo e' fu sepolto.
con vivacita
Se tu l'hai tolto, o uomo, dim'il tosto;
deh, non mi far stentar se l'hai furato
ch'io m'el torrò con l'animo beato,
se tu mi dici dove l'hai reposto.
GESU'
El volto hai sì di lacrime bagnato!
Donna, dimmi il perchè, se t'è in piacere.
MADDALENA
con tono afflitto
El mio cor di dolor tanto è piagato
che esprimer non ti posso il mio volere.
si volta con tono supplichevole
Se tu avessi 'l mio Signor levato
di questo luogo, fammelo sapere
chè a tor quello non arò paura,
sendo di mente forte e ben sicura.
GESU'
avanzando verso Maddalena, con tono dolcissimo
Maddalena!
MADDALENA
con tono di meraviglia
Maestro, caro e dolce e bon Jesù,
a la tò' serva non t'asconder più!
GESU'
invitandola a sollevarsi
Or leva su, diletta Maddalena,
e va e dì a tutti i miei fratelli
ch'io sono uscito da ogni umana pena.
Io son resuscitato, come vedi.
MADDALENA
prostrandosi a terra
Dolce Maestro, el cor acceso
a baciar mi sospinge e' tua piè santi!
GESU'
fermandola con un gesto della mano
Non mi toccar, nanzi che sia asceso
al Padre mio con angelici canti.
Ma, per non tener più el cor sospeso
de' mia fratei, pien di dolor e pianti,
a quelli nunzierai come, partendo,
al Padre e vero Dio di certo ascendo.
MADDALENA
con estasi delirante
Tu se', Maestro santo, el mio reposo,
tu se', dolce Gesù, tutto il mio amore
tu se', caro Signor, mio dolce sposo,
tu se' conforto del mio afflitto core,
tu se' il Signor eterno e glorioso,
tu se' quello a ch'io penso a tutte l'ore!
Però a star teco m'è sommo diletto
e sento gran dolcezza nel mio petto.
GESU'
allontanandosi
Porterai di mia gloria l'imbasciata
a mia fratelli, e va con la mia pace.
MADDALENA
Poi che la mia mente hai tanto consolata
parata son a far quel che ti piace.
GESU'
Io t'ho prima degli altri visitata
e di tal grazia sei fatta capace;
pero vo' che tu sia nunziatrice
del mio trionfo, e di mia gloria felice.
Gesù esce lentamente dal fondo Maddalena si alza rapidamente ed esce di lato.
sacra rappresentazione di anonimo fiorentino del XV secolo
trasc. Tagger
Salgono sul palcoscenico tutti gli attori, lentamente, pensierosi. L'Attore, in piedi dietro al suo leggìo, li guarda mentre gli passano davanti ed inizia a recitare:
ATTORE
Cenacolo. Gli apostoli rinchiusi.
Ucciso il capitano, crocifisso.
Paura. Qualche voce. Dei sospetti.
Speranza di fuggire. Disillusi
di sé, dei propri sogni, anche di Lui;
perche non dirlo? Sono onesti, retti.
Sedotti dalla gloria, ora confusi
attendono gli eventi. Chi è costui?
E' entrato in scena, correndo, Cleofas e dietro a lui Luca.
ATTORE
con meraviglia
E' Cleofas! E dietro a lui vi è Luca!
Di corsa. Senza fato. Quale nuova
mai possono saper, da noi ignorata,
che qui tra noi imprudenti, li conduca?
CLEOFAS
mentre tutti gli si fanno intorno
Dio vi dia pace e gran letizia a voi
che Cristo è veramente resuscitato ed è apparso a noi
Entra di corsa Maddalena, tutta trafelata. Mentre prende fiato, incapace di parlare, l'Attore recita:
.ATTORE
E' Maddalena questa! Corre ansando!
Che cosa viene a dir? Anch'essa ha visto
Gesù dopo la morte? Dove? Quando?
Come ci fai penar ancor, o Cristo!
MADDALENA
si rivolge a Pietro:
O di Gesù fidel e buon vicario
che sei vestito del so sacro manto,
rifrena omai lo to crudele pianto
che il mio parlar è vero e non è vario.
Io ho vedu la veste e lo sudario
e ud' degli angeli lo canto
e visto ho Cristo in uno viridario.
ol quale fi legato il corpo santo
Il to Maestro e ottimo Pastore
ha scperchiata e vinta omai la morte
ed è resuscitato con vittoria.
Spezzate son del diavolo le porte
col puro sangue del so grande amore
e sono aperte quelle della gloria!
Gesù entra dal fondo e avanza lentamente e sui volti di tutti è dipinta la meraviglia.
ATTORE rivolto a Gesù
Non potevi mancar, Gesù, all'invito.
Troppa gente t'ha visto ormai. Risorto,
dai la conferma d'essere infinito
nella tua forza. Diran poi che morto
ancor non eri quando dalla croce
ti scesero; diranno tante cose
per negarti la palma della gloria.
Noi concediamo fede a quella voce
che ci giunge da secoli lontani,
voce sicura, voce di vittoria.
Per costor sei risorto; non c'e dubbio.
T' han visto e t'han toccato con le mani.
GESU'
con tono dolcissimo
Pax vobis, frate' mia cari diletti!
Io vi son qua, venuto a rivedere,
amici mia, che da me siate eletti.
Vedendo me non vogliate temere!
Ciascun di voi già veggo conturbato,
sendo io, chiuse le porte, qua entrato.
Le vostre menti fien certificate,
quando membra mie arete ben palpate.
si fa toccare
Toccate molto ben e conoscete
le carni e l'ossa mia qui al presente.
E chiaro e certo tutti poi vedrete
che questo e corpo uman veracemente.
Lo spirito non ha, come ben sapete,
ossa, ne carne, come me vivente.
Trovate se c'è cosa da mangiare,
che ancor vi vo' più certificare.
Gli apostoli offrono a Gesu del pesce e un favo di miele
Queste reliquie che sono avanzate,
prenderete con mano in mia presenza
e meco insiem tutti mangiate.
Tutti prendono un po' di pesce e del miele e ne mangiano lentamente..
GESU'
Per meglio intender la mia Potenza
e nelle menti vostre ancor pigliate
della scrittura vera conoscenza
la qual mia morte veramente pone
e la mia santa resurrezione.
Tommaso si avvicina lentamente, assorto; Pietro esce rapidamente dal gruppo e va verso di lui.
PIETRO
Tommaso! Se stavi qua perseverantemente
aresti el tuo Signor tu veduto,
come abbiamo tutti noi qui congregati
che siam rimasti insieme consolati.
TOMMASO
S'io non son certo, mai non crederò
quel che mi riferite esser stato.
E se prima el Signor non toccherò
ponendo la mia mani al suo costato,
di vostra oppinion mai non sarò,
nè dirò mai che sia resuscitato.
Ma s'i' 'l vedessi e toccassi con mano,
direi lui esser già vivente e sano.
GESU'
si fa largo nel gruppo e si avvicina a Tommaso
Esamina, Tommaso, e' pensier tuoi,
che fortemente il cor t'hanno indurato.
Tocca il corpo mio quanto saì e puoi
e la tua mano poni al mio costato.
Incredulo non esser, ma fedele
e scaccia dal tuo cor l'amaro fiele
TOMMASO
sbalordito cadendo in ginocchio
Dolce Maestro e caro mio Signore,
certamente tu se' il mio vero Dio!
Perdona a me questo mio grande errore,
perché confesso a te il peccato mio.
GESU'
con tono dolcissimo
Poiché, vedendo, credi di buon core,
ti do perdono d'ogni concetto io
Beati quelli che me non vedranno
e la mia santa fede crederanno!
Fede nei vostri cuor tutta lucente
accendasi e mantenga con amore.
L'uomo senza fede è niente
e non riceve grazia dal Signore.
Però ciascun sarà pronto e fervente
creder nel Signor con puro core.
Costanti in questa fede sempre state
e il vero e buon Dio tutti laudate.
Gesu esce lentamente di scena; tutti gli attori lo seguono.
ATTORE
sta qualche istante in silenzio; poi inizia a recitare.
Le laudi di Gesù son terminate
con quelle della gioia e della gloria
Era giusto. Ma sono incominciate
con quelle del dolor, del sacrifizio,
inteso come mezzo d'espiazione
d'un peccato lontan, quello di inizio
che, secondo la Bibbia, fu commesso
da Adamo ed Eva nella loro storia.
Noi accettiamo questa impostazione.
pausa
Ora d'altri dolor ci sia concesso
cantar le laudi; come quelle avanti,
non sono scritte; su una scena inquieta
son vissute da noi, da tutti quanti
i popoli in tumulto, dalle masse,
dalle folle fameliche, pietose,
diseredate, anonime. E siam noi
che le coviamo nel silenzio;
noi che le subiamo istupiditi; noi
che non vorremmo fossero di noi
gli artefici, le guide ad una storia
sbranata dalle unghie e dagli artigli.
Dentro di noi pensiamo ai nostri figli,
alle tragedie di cui fummo attori,
all'ansia che travolse genti inconscie
di conoscere l'odio e poi, odiando,
commisero delitti, fratricidi,
sull'onda di fanatiche regie;
noi ricordiamo i patti, i tristi amori
fra popoli infatuati, deicidi,
te invocando, o mio Dio, e le tue pie
leggi di pace, usate per la guerra,
per muovere, commuovere e convincere
gli amanti della patria in senso antico.
Noi ricordiamo! E sopra questa terra,
in questi tempi tristi ed agitati,
ci sembra di sentir l'eco dei pazzi
che dissero: "Sei belva! " anche all'amico,
naturalmente usando le parole
adatte nella forma, su misura
perché apparisse giusto l'assassinio
e santo e forte più della paura.
Noi ci sentiamo vittime; una parte
degli uomini combatte un'altra parte
d'umanità contraria per sistemi
diversi nel divider la ricchezza,
nell'uso del potere ed in problemi
di natura economica e morale.
Ormai la libertà non è che ebbrezza.
Dicon d'averla entrambi e con le armi
l'impongono a colui che disuguale
l'intende e la vorrebbe; sono pari.
Ridotta ad esser merce di consumo,
la libertà è venduta sui giornali,
distorta giornalmente dalla radio,
composta in un valor televisivo.
E' una merce qualunque e, come questa,
segue la legge solita del fumo
buttato in faccia, dell'inganno, i modi
usati nel commercio più retrivo.
Così si può capir com'uno faccia
ciò che condanna se dall'altro è fatto
oppur che gridi, tollerando o taccia.
Le nostre libertà non son che forme
per barattare i popoli fra loro:
tu mi dai questi ed io ti do costoro.
Ne abbiamo prove quante ne vogliamo
da entrambi i contendenti. L'uno accetta
ciò che fa l'altro perché l'uno e l'altro
possiedono dei mezzi decisivi
di distruzione rapida e integrale.
L'uomo comune è triste; non aspetta
pietà; sa d'esser nulla in questo scaltro
gioco di razzi e atomiche, non vale
che pianga e soffra; deve abituarsi.
Questa e la realtà dei nostri tempi:
comprendere, tacere e addormentarsi.!
pausa
Pur tuttavia, ecco il mio augurio a tutti.
Vorrei che l'ideal fosse la via
alla fraterna pace. Via i brutti
giorni dell'odio, della guerra, i lutti
la fame, i pianti, l'ecatombe! Sia
così la forza nostra, vostra, mia
per un futuro prodigo di frutti!
Frutti che sono semplici, genuini,
curati in buona terra con amore,
abbondanti sui rami, sopraffini
nel gusto, nella forma, nel sapore,
aperti alla speranza che i destini
avviino l'uomo ad essere migliore!