Diamoci un perché
Quando viaggio ho sempre un taccuino e un libro. Il primo riporta in copertina un disegno di Keith Haring rosso, nero e bianco e dentro è a quadri;
il secondo cambia sempre titolo nel giro di poco, ma rimane, nella sua semplice forma rettangolare, il mio migliore amico.
Ne ho una lista. Sono poco più di trecento e ne appunto i titoli dalla prima volta che ne ho scoperto il gusto.
Il primo era Zio Cardellino, di De Crescenzo. Cosa ben diversa da quelle pagine piene di figure cui ero abituata.
Più tardi, adolescente, mi innamorai. Il suo nome era Holden Caulfield.
Potrei ripercorrere molti anni in base alle avventure che ho vissuto grazie alle pagine scritte,
ma ho pensato di rendere partecipe altre persone di questa mia complicata relazione.
Che magari hanno il mio stesso problema: nessuno crea gruppi per lettori anonimi.
E' una dipendenza da odor d'inchiostro. O solo un modo per vivere più vite?